stephFigurarsi se abbiamo bisogno di un pretesto per pubblicare una foto di Steph. Foto: Marta C.

 

Ci abbiamo messo un po’ a trovare le parole per rispondere a una mail arrivataci qualche giorno fa. E quando le abbiamo trovate, sono diventate troppe perché potessimo non condividerle con voi tutti. Enjoy!

Caro Anticommento,

siamo due ragazze comuni che da sempre seguono i tuffi, il che in effetti non ci rende molto comuni nel mondo in cui viviamo.

Adesso vi starete chiedendo perché due adolescenti qualunque vi stiano scrivendo: tempo fa, durante una delle numerose escursioni alla ricerca di informazioni sui nostri beniamini (e ne abbiamo parecchi), ci siamo imbattute in qualcosa che sembrava proprio essere stato scritto da noi… era il vostro blog. Abbiamo capito subito che questo era il nostro mondo, che non eravamo le uniche due folli al mondo che giocavano a fare le telecroniste per emancipare i tuffi e difendere i tuffatori (soprattutto!) dai commenti piatti e “a tasso variabile di STIMA” di Bizzotto&co. e così, leggendo il vostro blog, ci siamo accorte che non eravamo solo noi a commentare quelle gare, che riempivano le nostre giornate estive, con occhio ironico, sarcastico ed essenzialmente atipico: perché i tuffi possono essere guardati e commentati da un punto di vista molto più divertente e leggero e i tuffatori riservano lati più interessanti di quelli che si possono notare sul trampolino/piattaforma… e sono quelli che noi cerchiamo! Insomma i tuffi per noi sono un mondo molto più ricco di ciò che ci commentano, anzi con noi diventa addirittura comico (abbiamo un vasto repertorio)!

Per questo vi volevamo ringraziare della vostra esistenza e per non averci fatto sentire sole soprattutto nel difendere certi tuffatori “ufficialmente” SNOBBATI (per esempio siete le uniche che danno la giusta importanza a Stephan Feck). Siete illuminanti e quanto di più simile a noi, ci piacerebbe offrire il nostro contributo, se mai ne aveste bisogno. In fin dei conti ora è il momento di unire le forze per far convivere almeno sportivamente GB e Germania: neanche la Brexit ci fermerà (#commentoindipendente)!

Detto ciò, un saluto (mai scarso ma abbondante) dalle vostre migliori fans, continuate così e soprattutto… #freebondarsemper!

Lettera firmata

 

Care F. e F. (censuriamo i vostri nomi soltanto perché dite di essere “adolescenti”, e ci teniamo molto alla vostra privacy),

ricevere una mail accorata ed entusiasta come la vostra ci dà gioia, speranza e fiducia.

Gioia, perché il primo motivo per cui abbiamo creato Anti è quello di dare voce a uno sport che, quando va bene, viene considerato per le news flash dei portali sportivi online con un centinaio di parole scarse, buone solo a occupare kilobyte senza fornire alcunché di costruttivo, e in ogni caso solo per parlare di una medaglia o di una mancata medaglia; quando va male, trova risalto ogni quattro anni durante le Olimpiadi.

Una voce a volte irriverente, a volte estatica, a volte semplicemente annoiata: ma desiderosa di non restare in silenzio, per nessun motivo, e di non raccontarvi mai gare che non abbiamo visto, solo per l’obbligo di riempire spazio che gentilmente ci siamo presi (sic!). Essere non solo presi sul serio, ma in qualche modo ammirati, non può che farci piacere.

Speranza, perché il secondo motivo è quello di esulare dalla visione italo-centrica dell’universo della stampa, sia radiotelevisiva (RAI in primis), sia giornalistica (Gazzetta in testa), sia pseudo-giornalistica (succitati portali sportivi online). Abbiamo Tania, e Tania è una delle più grandi fuoriclasse non cinese mai passata sui trampolini: ma le altre trentanove, le popolane del regno? Quelle che si sono fatte un mazzo così per arrivare a una finale europea o mondiale, o quelle che lavorano ogni giorno per migliorarsi in un recinto, come quello italiano, che lascia sempre e solo un posto – e a volte neanche quello – per le grandi competizioni?

E per gli uomini, in cui un “Tanio” italiano non c’è? E il sincro? Ci fidiamo a scatola chiusa delle coppie del futuro passato, del futuro presente, del futuro anteriore, del futuro futuribile? Un altro po’ e ci sono più coppie del futuro italiane che cloni di Tatiana Maslany, diamine.

Abbiamo buone parole per quasi l’intero carrozzone, e anche se li insultiamo creativamente a giorni alterni, in fondo vogliamo bene a tutti. (No, My Phan, tutti non comprende anche te.)

E in ogni caso la vera domanda è, riusciremo a sapere quale torto ha fatto Stephan Feck a Oscar Bertone prima di passare a miglior vita, o almeno prima della fine di Uomini e Donne? (Questa è una citazione coltissima. – C)

Nota a margine: F ci tiene a sapere come vi siete accattate questa croce: “vi stimo per il coraggio e la tenacia, sappiatelo!”.

Fiducia, perché quello che non vogliamo è che ci si dia ragione per partito preso: vogliamo che il nostro lettore, o lo spettatore medio dei tuffi, abbia un pensiero critico per mettere in discussione ciò che dice il commentatore, ciò che scrive il giornalista e ciò di cui straparliamo noi, in base a quello che effettivamente vede. E poi che ci dia ragione, ovviamente, non c’è neanche bisogno di dirlo.

Abbiamo le spalle abbastanza coperte per quanto riguarda i contributi: N continua a inseguire il record per il maggior numero di gare seguite dal vivo in una stagione, a intervistare tuffatori in giro per l’Italia e a fare la corrispondente per Spagna e Ucraina, F continua a tenerci aggiornati su quel che succede nelle lande teutoniche, M continua a fare supporto e belle (anzi, baelle) foto agli eventi, e C, la quota azzurra C, continua a snocciolare numeri anche quando nessuno gli chiede niente, oltre che a sistemare al meglio ciò che noialtri scriviamo.

Questo non significa che non possiate provarci anche voi, visto che abbiamo già dato spazio in una o due occasioni a contributi al di fuori dei nostri quattro quarti. E in ogni caso, ci sono i commenti sul blog, i tweet sulla nostra principale fonte di attività, e tanto altro. Abbiamo sempre elargito con generosità retweet delle esternazioni più interessanti e divertenti, e lo faremo anche in futuro. Vi invitiamo anzi a condividere con noi le nostre perle, in modo da ampliare il corollario!

E se potete venire a Bolzano in occasione del FINA Diving Grand Prix (15-17 luglio), o a Roma per i Campionati di Categoria (28-31 luglio), fateci un fischio: qualcuno/a di noi alle gare lo/a trovate sempre, con tanto di maglia ad hoc. E a Bozen non solo ci stanno i crucchi, ma c’è N già pronta ad organizzare la curva Stephan Feck.

Con affetto,

Carmine, Federica, Marta, Noemi per Anticommento

P.S.: #freebondar!