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Prosegue il nostro ciclo in collaborazione con TuffiBlog, il blog di Nicola Marconi (www.tuffiblog.com), dalla cadenza assolutamente non regolare – siamo pur sempre Anticommento! – e, speriamo, dalla digeribilità assicurata. Conoscete il formato, sapete che siamo due blog e non due testate giornalistiche (ringraziando il Signore), quindi speriamo che traspaia la vera intenzione di queste interviste: fare quattro chiacchiere con persone deliziose. In vero stile Anti.

Siamo un po’ in ritardo, rispetto a quando abbiamo “portato a casa” questa intervista – sapete, la vita – ma abbiamo fatto il possibile per portarvi a dare uno sguardo sull’atleta di punta di una nazione che ha sempre avuto pochi tuffatori di spicco nella propria storia. Constantin “Coco” Blaha è uno di essi, un trampolinista di ottimo livello e una splendida persona, dal punto di vista umano, ed è stato un onore e un piacere conoscerlo e raccontarvi di lui. Grazie Coco, per le risate insieme e per averci regalato un po’ del tuo tempo! (Pssst: forza Sun Devils!)

Noemi I.: Tuffatori diversi hanno vissuto storie diverse per quanto riguarda i loro primi anni in questo sport. Com’è stata per te, come è iniziata la tua carriera? Qual è il tuo ricordo migliore, e quale quello peggiore o maggiormente imbarazzante?

Constantin Blaha: Ho iniziato grazie ad un mio amico con cui sono andato all’asilo, era il figlio dell’allenatore di allora. Era il mio migliore amico e ogni giorno andava in piscina, quindi mi disse “Perché non vieni con me? Andiamo a tuffarci un po’!” quindi ci ho provato e mi è piaciuto un sacco, era davvero divertente saltare dal trampolino e stare in acqua tutto il tempo. Ero un bambino iperattivo e dovevo muovermi in continuazione, quindi i miei genitori erano molto felici che mi stancassi in piscina e andassi a dormire subito la sera, era una cosa buona per tutti. Il mio allenatore pensava che avessi talento quindi ho iniziato ad allenarmi sempre di più, ho fatto la mia prima gara e ottenuto buoni risultati quindi continuava a piacermi molto… ed è stato così che ho iniziato. Avevo sette anni. Avevo sei anni quando sono stato in piscina per la prima volta, mi sa… ma la prima volta in cui ho iniziato ad allenarmi e cose del genere, avevo sette o quasi otto anni. Ho giocato a calcio, ho fatto judo, ginnastica… ho provato di tutto! Non ho mai giocato ai videogiochi o cose del genere, stavo sempre in giro a correre da una parte o dall’altra e a giocare con il pallone o cose del genere. Ho fatto di tutto e in realtà lo faccio ancora perché adoro stare in movimento.

NI: Sei il tuffatore di punta dell’Austria, una nazione che purtroppo manca di una forte squadra di atleti di livello; in più, hai ottenuto la maggior parte della tua esperienza e del tuo bagaglio tecnico durante i tuoi studi a Tucson, in Arizona (una scelta, peraltro, che è stata perseguita da due o tre altri atleti non statunitensi che conosciamo bene…). Condivideresti con noi le tue esperienze sia in patria che in un college americano? Come sarebbe possibile, secondo te, migliorare la forza e la popolarità del movimento in Austria?

CB: Infatti non è uno sport molto famoso, non ci sono molti tuffatori… forse è per questo che sono il migliore in Austria adesso! (ride) Abbiamo avuto dei buoi tuffatori nella nostra storia, c’è sempre stato qualche austriaco alle Olimpiadi… ma non è mai stato uno sport molto seguito in Austria. Non ci sono molti club e le persone non sanno molto a riguardo, solo poche persone che lo mantengono vivo e ci mettono tutta la passione che hanno. Ecco cosa mi fa andare avanti, mi pongo degli obiettivi… è grazie al fatto che ho una passione fortissima, il mio allenatore mi dà tanta motivazione ma non è il sistema che ci fa andare avanti. Tutto deve partire da te stesso se vuoi diventare bravo perché non c’è la popolarità in Austria. Io l’ho fatto per quindici anni lì e poi sono riuscito ad andare alle Olimpiadi di Pechino, e quello era il mio sogno più grande, ci sono riuscito con tutto quello che avevo in Austria, ed è stata una cosa buona ma non la migliore. Voglio dire, se fai il confronto con altre nazioni, la nostra struttura è molto professionale… sono davvero orgoglioso di avercela fatta con quello che avevo, devo ringraziare chiunque mi abbia supportato, gli allenatori, i miei compagni di squadra ma poi a 20 anni ho avuto bisogno di nuove motivazioni… e ho ricevuto la borsa di studio per l’Arizona, con la Arizona State University (Forza Sundevils! Sì, scrivilo per favore, devo essere un buon rappresentante!). Gli sport godono di un altro status negli Stati Uniti, anche in college c’è un livello molto alto, ti alleni con persone da nazioni diverse, da tutto il mondo – io mi allenavo con persone dal Canada, dagli Stati Uniti, dall’Italia… era una cosa molto buona, avevo Michele (Benedetti, ndr)… voglio dire, adesso siamo allo stesso livello, ma allora lui era molto più bravo di me ed è bello potersi allenare con persone al tuo stesso livello o migliori. Mi sono allenato anche con Riley (McCormick, ndr), era un tuffatore molto bravo e questo ti ispira molto ed è più facile allenarsi quando non lo fai da solo o quando non sei il migliore del gruppo, è stato fantastico. E gli Americani apprezzano un sacco gli sport, se gli dici che sei un atleta olimpico loro pensano che sia una cosa fantastica, capiscono cosa voglia dire. In Austria invece ti dicono “Oh, ok, che bel passatempo ma che lavoro fai?” e io devo sempre rispondere “No, questo è il mio lavoro!” quindi… alcune persone in Austria seguono gli sport e capiscono ma se parliamo in termini di intera comunità, gli interessano di più gli sport popolari, come il calcio. Non vedi mai i tuffi in tv, non conosci i tuffatori… per tornare al discorso del college, è stata un’esperienza fantastica, stavo con altri tuffatori e ci sono anche altri sport, tutti hanno lo stesso obiettivo, tutti si allenano ogni giorno, vai a scuola e questo è un fantastico pacchetto perché in Europa è difficile prendere una laurea e fare sport a questo livello… d’altro canto, in Austria o in Italia puoi avere il supporto dell’Esercito quindi lo possiamo fare professionalmente e mantenerci così, in America lo puoi fare mentre stai al college ma dopo è molto difficile farci soldi, a meno che tu non sia un medagliato olimpico, è molto difficile avere degli sponsor o cose del genere, perché comunque altri sport sono più importanti lì. Insomma, il sistema del college è fantastico ma se sei un tuffatore americano, è molto difficile essere supportato dopo il college ma c’è da dire che il college è come una squadra professionale, ti alleni due volte al giorno, le strutture sono grandiose, hai una palestra enorme e un centro d’allenamento fantastico, tutto nello stesso posto… è tutto fatto su misura della vita da atleta, ed è una cosa che non trovi in Europa e per questo ho scelto quella strada e sono felice di averlo fatto perché penso mi abbia fatto crescere come persona ed è una fantastica esperienza da fare nella vita. Adesso sto in Austria per la maggior parte del tempo, sono di nuovo nell’Esercito, mi alleno di nuovo e continuerò così per almeno un altro anno, fino alle Olimpiadi di Rio e dopo vedremo, ma per ora tutto ciò che ho avuto dai tuffi è stato meraviglioso, sia in Austria che in America. Mi considero molto fortunato.

MC: Quali sono i tuoi obiettivi a medio e lungo termine? E dove ti vedi in futuro: sui trampolini, o a bordo vasca, o da qualche altra parte?

CB: Ovviamente gli obiettivi a breve e medio termine sono i Mondiali di Kazan. Voglio davvero entrare tra i dodici finalisti, ci sono già riuscito ai Mondiali del 2013 quindi so che è possibile, e vorrebbe dire una qualificazione anticipata alle Olimpiadi di Rio… sarà molto difficile perché ci sono un sacco di bravi tuffatori da tutto il mondo, sarà una gara molto ardua perché nell’eliminatoria ci saranno più di cinquanta tuffatori a competere, sarà molto lunga e tutti saranno in gran forma ma anche io lo sono, quindi so che posso competere contro chiunque e questo quindi è l’obiettivo per questa estate: fare un buon risultato ai Mondiali, possibilmente qualificarmi per le Olimpiadi perché sarebbe davvero fantastico e migliorerebbe la mia estate. Gli obiettivi a lungo termine… ovviamente andare alle Olimpiadi e arrivare in finale, e sogno di vincere una medaglia… la finale olimpica è qualcosa che sogno da quando avevo dieci o dodici anni, quindi prima mi devo qualificare e poi arrivarci e tuffarmi bene ma credo di poterlo fare, ho fiducia in me stesso, so che posso farlo e questo mi fa andare avanti, non ho ancora raggiunto il mio massimo potenziale nei tuffi e questa è una cosa che voglio fare prima di finire la mia carriera. Oltre questo, ho una laurea in Business Communication che potrei usare ovunque ma non ci ho pensato molto. Forse quando avrò smesso di tuffarmi, inizierò a viaggiare e farò qualcosa che non posso fare come atleta, tipo prendere una pausa più lunga e vedere qualcosa e vivere un tipo di vita diverso – è difficile essere un tuffatore o comunque un atleta a questo livello, sai, ti devi svegliare molto presto ogni mattina e andare a dormire molto presto ogni sera, non puoi certo passare il tempo a spostarti da una festa all’altra, è difficile… ma dopo mi vedo a far tante cose, forse farò qualcosa per i tuffi in Austria, proverò a renderli popolari, magari potrei creare un ambiente più professionale con più persone coinvolte, più allenatori… tutto quello che posso fare per mettere le basi per produrre dei bravi tuffatori in Austria. Questo è uno dei miei sogni ma in realtà non so cosa farò quando mi ritirerò, potrei tornare negli Stati Uniti e lavorare per qualche anno, fare qualche esperienza, o lavorare da un’altra parte… ad un certo punto vorrei prendermi la laurea del master, ci sono un sacco di cose in ballo per me. Ho un sacco di piani, la vita è corta per fare tutto ma sceglierò le cose giuste.

NI: Essendo i tuffi uno sport che richiede un grande sforzo sia fisico che mentale, quali sono gli aspetti che consideri divertenti in allenamento e/o in gara?

CB: È una bella cosa divertirsi in gara ma devi sempre stare focalizzato, anche se può sempre succedere qualcosa… tipo può succedere che dimentichi lo speedo a casa e arrivi in gara e devi chiederne uno in giro, mi è già successo e sono dovuto andare a chiedere se potessero prestarmi uno speedo… o un sacco di volte succede che, proprio mentre stai sul trampolino, devi andare in bagno e ovviamente devi aspettare… piccole cose che rendono la gara un po’ divertente, ma devi sempre dare il meglio in qualsiasi situazione!

Constantin Blaha è nato a Vienna, Austria, nel 1987. Ha partecipato ai Giochi Olimpici del 2008, chiudendo al 22° posto dal trampolino 3 metri. Ha partecipato a tutti i Mondiali fin dal 2009, ma i suoi migliori risultati nelle competizioni internazionali sono arrivati entrambi nel 2013 e dal trampolino 1 metro: è stato infatti quarto a Rostock ai Campionati Europei, quinto a Barcellona ai Mondiali. Ha vinto la medaglia d’argento all’edizione 2015 del FINA Diving Grand Prix di Madrid, dal trampolino 3 metri.
Facebook: Constantin Blaha official. Twitter: @diver_cocoblaha.

Articolo, foto e traduzione di Noemi I. – Editing di Carmine M.
Riproduzione permessa sui blog:
“L’Anticommento” (https://anticommento.wordpress.com);
“TuffiBlog” (http://www.tuffiblog.com).


coco

Constantin Blaha durante la finale dal trampolino 3 metri ai Mondiali di Barcellona 2013. Chiuderà al nono posto, dopo il quinto dal trampolino 1 metro. (Fonte: A. Hassenstein.)
Constantin Blaha in the 3m springboard final, at the 2013 World Aquatics Championships in Barcelona. He ended the event with a ninth-place finish, after the fifth place at the 1m springboard event. (Source: A. Hassenstein.)


This articles series is a collaboration between Anticommento and TuffiBlog, Nicola Marconi’s blog about diving (www.tuffiblog.com). The series isn’t periodic at all – we are “Anti-“, after all! – but we hope to be easy to “digest” for everyone. We are blogs, not newspapers (bless!), so we hope to render our interviews as we planned to: we just talk a little bit with all of you. Anti- style!

We’re bringing this interview a little later than usual – you know, life – but we did our best to make you know the best diver for a nation that has been represented by a few top athletes. Constantin “Coco” Blaha is one of them: he is an excellent springboard diver and a beautiful person, and it has been an honour to know him and tell you about him. Thank you Coco, for the laughing and for your time! (Pssst: and go, Sun Devils!)

Noemi I.: Different divers have different stories on their first years in this sport. How did your career start?

Constantin Blaha: It was through a friend of mine who I went to kindergarten with, and he was the son of the coach back then. He was my best friend and he was at the pool everyday so he said “Hey, why don’t you come with me? Come and we’ll dive a bit!” so I tried it and I liked it a lot, it was lot of fun to jump off the board and being in the water all the time. I was very hyper-active as a kid so I always had to move, always walking around on my hands, so my parents were really happy that I got rid of my energy at the pool and at night I was just going to sleep right away, so it was good for everyone! My coach thought that I had some talent and I started training more and more, and I did my first competition and I had some good results and I liked it more and more… and that’s how I started. I was seven years old. The first time I went to the pool I was six, I think… but the first time I started training and stuff like that I was seven or almost eight. I played soccer, I did judo, I did gymnastic… I tried anything! I never played videogames or anything, I was always running around or playing with a ball or stuff like that. I did anything and I still do because I love it.

NI: You’re the most successful diver for Austria, a country without a strong roster of top divers; moreover, most of your diving expertise comes from your study courses in Tucson, Arizona (a choice pursued by a couple more of non-American divers as well…). Would you like to share with us your diving experiences in your homeland and in an U.S. college? How could diving strenght and popularity be improved in Austria?

CB: As you said, it’s not a very popular sport, there aren’t many divers… that’s why I’m probably the best in Austria right now (laughs)! We have a history of good divers, we always had somebody going to Olympic Games… but it’s never been a big sport in Austria. There aren’t many clubs and people don’t know about it, it’s just a few individuals that keep it alive and have a lot of passion that goes into it. That’s why I keep going, I set some goals… It’s because I have a lot of passion, my coach gives me a lot of motivation but it’s not the system that works for us. Everything has to come from yourself if you wanna become good because we don’t have the popularity in Austria. So yeah, I did it for fifteen years in my home country and then I made it to the Olympic Games in Beijing, which was my biggest goal, I accomplished that with everything I had in Austria and that was good but not the best. I mean, if you compare it to other infrastructures in other countries, it’s so much more professional… I’m really proud that I could make it with what I had, I have to thank everyone that supported me, my coaches and everybody along the way, my teammates but then I was 20 years old and I needed something else like I needed new motivation, fresh thoughts… so I got the scolarship in Arizona, the Arizona State University (GO SUNDEVILS! Yeah, you have to write that too, please do it, I have to represent!). Sports have a different status in the United States, even in college you have a very high level, you train with people from different countries, from all over the world – I was training with people from Canada, the USA, Italy… so it was really good, I had Michele (Benedetti, ndr)… I mean, now we are at the same level, but back in the days he was better than me and it’s always good to train with other people who are at your level or better. I trained with Riley (McCormick, ndr) too, he was a better diver and it gives so much more inspiration and it’s easier to train when you’re not doing it by yourself or you’re not the best in your team, it was great. And the American people, they just appreciate sports, if you tell them that you’re an Olympic athlete they think it’s the greatest thing, they understand what it means. In Austria they’re like “Oh, ok, that’s a nice hobby but what do you really do?” and I always reply “No… that’s my job!” so… some people in Austria that are into sports, they understand but I think that a wider community they care about popular sports more, like they’re into soccer but you never see diving in tv, you don’t know the people that do it, it’s hard to get familiar with… So, back to college, it was a great experience, I was with other divers and there are other sports too, everybody has the same objective, everybody is training everyday, you have school so it’s a great package because also in Europe it’s hard to get a degree from university and do sports at that level… on the other hand, in Austria or in Italy you can have the support of the Army so we can actually do it profesionally and live of it, in America you can do it while you’re in college but after it’s really hard to make money, unless you’re an Olympic medalist, it’s really hard to have support from sponsors or anything because other sports are more important there. So the college system is great but if you’re a diver from America, it’s hard to get support after college but yeah, in college is like a professional team, you train twice everyday, the facilities are great, you have a huge gym, a great training center, all in the same spot… it’s all tailored to an athlete lifestyle and this is something you don’t find in Europe and that’s why I chose that path and I’m very happy I did because I think it made me grow as a person and it’s a great experience to have in your life. Now I’m back in Austria, for most of the time anyway, back to the Army, back to training and I’m gonna keep going for one more year at least, till the Olympic Games in Rio and then I’ll see, but yeah so far everything that I got out of diving was amazing, both in Austria and in America. I consider myself really lucky.

NI: What are your mid- and long-term objectives? You figure yourself on boards, or on the poolside, or somewhere else in the future??

CB: Short and mid-terms objectives are obviously the World Championships in Kazan. I really wanna claim a spot in the top twelve, which I did already at the last World Championships so I know it’s possible, and that would mean a straight qualification for the Olympics in Rio… it’s gonna be very hard because there’s a lot of good divers from all over the world, it’s gonna be a very though competition because there’s gonna be over fifty people competing in the prelims, it’s gonna be very long and everybody is gonna be in good shape but so am I, so I know I can compete with anyone and yeah, that would be the goal for this summer, to get a good results at the World, possibly qualify for the Olympic Games already ’cause that would be really great and my summer would be a lot better. In the longer terms obviously going to the Olympic Games and make it to the Olympic final and dream about getting a medal… the Olympic final is something that I’ve been dreaming about since I was ten or twelve years old, so first I gotta qualify and then get there and dive well but I believe I can do it, I trust myself, I believe I can do it and that’s what keeps me going, I have not reached my full potential in diving and that is something I wanna achieve before I finish my career. Beyond that, I have a degree now in Business Communication so it’s a very global degree that I could use anywhere in the world but I haven’t thought too much about that. Maybe after I’m done with diving I’m gonna travel and do something you can’t do as an athlete, just take a longer break and see something and live a different lifestyle– it’s tough to be a diver or any other athlete at that level, you know, you have to wake up every morning really early and go to sleep early, not party too much, so it’s hard… but after I can see myself doing many things, maybe I’m gonna try to do something for diving in Austria, try to make it more popular, maybe create a more professional environment with more people involved, more coaches… like everything so we have the right foundation to build or produce great divers from Austria. That would be one of my visions but I really don’t know what I’m gonna do right after I’m done, maybe I could go back to the States and work for a few years, get some experience, or work somewhere else… at some point I’m planning on getting my master degree, so there are a lot of things in store for me. I have a lot of plans, life is too short for everything but I’ll choose the right things.

NI: Since diving is a sport that requires a big effort both mentally and phisically, is there any funny aspect during trainings and/or competitions?

CB: It’s good to have fun in a competition but you have to stay very focused but there’s always something that can happen… like you forget your speedo at home and you show up at the competition and you have to go ask around, that happened to me before and I had to ask if somebody could give me a speedo… or a lot of times, right when you’re on the board you have to go to the bathroom and you have to wait… you know, just little things that can make a competition a little bit funny, but you just have to do the best you can in any situation!

Constantin Blaha was born in Vienna, Austria, in 1987. è nato a Vienna, Austria, nel 1987. He is a springboard diver. He has taken part to the 2008 Olympic Games in Beijing, with a 22nd place at the 3m springboard event. He has competed at all the World Championships since 2009, but his best results came in 2013 and from the 1m springboard events: he has been fourth at the 2013 European Diving Championships in Rostock, and fifth at the 2013 World Aquatics Championships in Barcelona. He has won a silver medal at the 2015 FINA Diving Grand Prix leg in Madrid, in the 3m springboard event.
Facebook: Constantin Blaha official. Twitter: @diver_cocoblaha.

By Noemi I. – Photo and Translation: Noemi I. – Editing: Carmine M.
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