fivb 2014 women

C: Finiti i mondiali maschili – e ci sarà il fact checking anche per quelli, tranquilli: se sbagliamo i pronostici vogliamo sì cospargerci il capino di cenere, ma anche spiegarvi il perché abbiamo sottovalutato la Francia (e sopravvalutato noi?), – si passa a quelli femminili. Dalla Polonia passiamo al nostro paese, che ospiterà in sei dei nostri palazzetti migliori (…) i campionati mondiali!

Pool A: Roma
FAVORITI: Italia, Repubblica Dominicana, Germania
OUTSIDER: Croazia

Mi rifiuto di pensare che le nostre si accodino al disastro maschile, per quanto ci sarebbe da alzare almeno un sopracciglio e mezzo su queste voglie vintage di Bonitta: siamo felici di rivedere Leo, Carolina e le altre esperte, ma tra infortuni e scelte tecniche sembra che il progetto futuro sia stato messo in pausa per un anno – e Rio è più vicina di quel che sembra. La Repubblica Dominicana della cannoniera De La Cruz e l’armata teutonica di Guidetti, Kozuch e Fürst dovrebbero aggiudicarsi facilmente altri due posti nelle pool successive, mentre il quarto e ultimo pass è una lotta strettissima tra Croazia (che alla fine potrebbe e dovrebbe prevalere) e Argentina. Senza speranza le tunisine, per cui sarebbe già un successo portare a casa un punticino per un 2-3.

Pool B: Trieste
FAVORITI: Brasile, Serbia, Turchia
OUTSIDER: Canada
Le campionesse olimpiche brasiliane sono la squadra perfetta, e sono se possibile ancora più favorite dei loro colleghi uomini, che pure venivano da un interregno di tre ori iridati consecutivi prima di cedere in finale alla Polonia. Serbia e Turchia sono due nazionali che hanno speso questa primo biennio di avvicinamento a Rio per un forte rinnovamento e per un poderoso consolidamento rispettivamente: le loro stelle Brakocevic e Sonsirma non sono in uno stato fisico brillante, ma il pass per il secondo turno non è in discussione. Tra camerunensi e bulgare, potrebbe essere il Canada la sorpresa del girone.

Pool C: Verona
FAVORITI: Stati Uniti, Russia, Olanda
OUTSIDER: Thailandia
È l’ultima chiamata per una giramondo che, a parere personale e non solo, è tra le più grandi opposte dei nostri tempi, Manon Flier; la sua Olanda non è più quella di un quadriennio fa, capace di arrivare in finale europea (Polonia 2009, in cui fu proclamata MVP), ma dovrebbe arrivare tra le prime tre di questo girone. Ai primi due posti, naturalmente, le statunitensi (anche se senza Destinee Hooker, fresca mammina, viene a mancare una bocca di fuoco di prima classe) e soprattutto le russe: col ritorno della stronza di ghiaccio, Ekaterina Gamova – fantastica la risposta che ha gelato il commento un po’ troppo salace di Ze’Roberto – la Russia può schierare contemporaneamente lei, Goncharova e Kosheleva. Nessuna squadra, a parte il Brasile, può contare su tanta qualità tecnica e forza fisica. Per il quarto posto puntiamo sulle thailandesi, nazionale fresca e in grande spolvero negli ultimi anni, con due clamorosi ori continentali nelle ultime tre edizioni.

Pool D: Bari
FAVORITI: Cina, Giappone
OUTSIDER: Azerbaijan, Belgio
Girone squilibrato secondo il ranking, non così tanto per le reali forze: la Cina è l’unica praticamente certa di un posto al secondo turno. Il Giappone, che pure è testa di serie, la vediamo un passettino indietro: Kimura Saori si è consacrata quale la grande stella che è, ma il vuoto lasciato dalla SSSS (Sekai saisho saikyo setter) Takeshita è lungi dall’essere colmato – Yoshie è stata la migliore alzatrice della sua generazione, eguagliata, forse, solo da Leo Lo Bianco e Lindsey Berg. Tra le outsider, punteremmo su Azerbaijan – le giocatrici locali avranno imparato qualcosa dopo che le loro squadre di club hanno speso milioni di euro per accaparrarsi le top player del mondo? – e Belgio, che ha avviato un ottimo programma giovanile, ma non ci metteremmo assolutamente la mano sul fuoco: le cubane e le portoricane sono storicamente imprevedibili, possono fare zero punti come dodici.

Segue la solita formula arzigogolata di cui la FIVB è maestra di stile e di vita da sempre (secondo round a due gironi da otto unendo le Pool A-D e B-C, terzo round a due gironi da tre, semifinali e finale ad Assago), pertanto adesso berciamo a ruota libera.

Del ranking mondiale c’è poco da fidarsi, se non altro perché vede addirittura al sesto posto una delle favorite per eccellenza come la Russia, campione in carica e alla caccia del terzo titolo iridato consecutivo: bisognerebbe tornare all’Unione Sovietica dei primi mondiali, negli anni Cinquanta, per trovare una simile impresa in campo femminile. Delle sue stelle abbiamo già parlato, aggiungiamo che virtualmente non ha punti deboli – ricezione più che accettabile, alzatrici non particolarmente creative ma certamente solide, muro eccellente e rinforzato dal secondo impero Gamova – se non la testa, che spesso ha tradito questa nazionale.
Se la Russia resta concentrata, ci sarà da piangere ancora una volta per il Brasile, sconfitto per due volte 3-2 nelle ultime due finali mondiali. La squadra annovera quasi lo stesso roster che ha conquistato l’oro olimpico a Londra, e potrebbe essere proprio la “sazietà” il loro limite maggiore – le parole sprezzanti di Ze’Roberto sul ritorno di Gamova potrebbero essere dettate dal timore, piuttosto che dalla disapprovazione? – ma non vederle tra le prime quattro sarebbe fonte di enorme sorpresa, specie vista la scoperta dell’ottimo libero, Fabiana, che ha coperto una grande lacuna nella squadra.
L’argento olimpico andò due anni fa agli Stati Uniti di Destinee Hooker, qui assente causa gravidanza da poco compiuta, ma Kelly Murphy ha preso egregiamente il suo posto ai campionati nordamericani e in World League. L’abbiamo intravista a Novara a inizio anno, a stagione in corso, e non ci potrebbe essere giocatrice più diversa da Hooker, ma non per questo è da sottovalutare – anzi. Gli USA sono tranquillamente da Final Six, così come dovrebbe esserlo, o almeno si spera, l’Italia: la formazione non è quella che Bonitta aveva progettato all’inizio, causa una serie allucinante di infortuni che prima ci ha lasciato senza palleggiatrici e poi ci ha costretto a portarne addirittura tre (una espertissima ma anagraficamente da riflessione semplice e doppia, una molto brava ma acciaccata e una brava ma molto meno esperta delle altre due) lasciando a casa una Fiorin che sarebbe potuta essere molto utile. Abbiamo qualcosa in meno almeno di Brasile e Russia, ma con le altre, testa permettendo, potremmo giocarcela fino alla morte: ma ci mettiamo in seconda fascia, per scaramanzia perché giochiamo in casa almeno fino al secondo giro di pool (ed evitando in un colpo solo Brasile, Russia, Stati Uniti, Olanda, Serbia e Turchia…).
Tra le outsider mettiamo anche altre tre nazionali europee di grande valore – e, nell’ordine in cui crediamo in loro, sono Germania, Serbia e Turchia – così come le tre asiatiche di un certo livello: in assenza della Corea, i cui vertici andrebbero internati per il delirio riguardante Kim Yeon-Koung, Cina, Giappone e Thailandia sono avversarie che vanno dal tignoso all’estremamente competitivo: non dovremmo vederle tutte tra le sei finaliste, ma ci aspettiamo almeno Germania e una o entrambe tra Cina e Giappone a presenziare ad Assago: e le altre a metà classifica delle pool del secondo turno.
FAVORITI: Brasile, Russia, Stati Uniti

OUTSIDER: Giappone, Italia, Germania, Serbia, Turchia, Cina, Thailandia