Bimis/Siranidis
(Photo by J. Squire – olympics.org)

“[Mental toughness] is Wang’s long-time weak point. But this time, it costed him too much.” (Zhou Jihong, CT della nazionale cinese)

Per l’angolo della nostalgia (meglio conosciuto come oddio quanto sono vecchi@), #anticommento oggi propone un vero e proprio tuffo nel passato, più precisamente i giochi olimpici di Atene 2004.

Non so quanti di voi il 16 agosto di dieci anni fa fossero davanti alla TV anziché al mare o cena fuori, pronti a gustarsi la finale olimpica del trampolino 3m synchro uomini. Per chi c’era, e per chi non, oggi ci sentiamo in dovere di ricordare una delle gare più strampalate di sempre… be’, a essere pignoli, più che parlare di gara, si dovrebbe parlare di rotazione fuori da ogni grazia divina. Ma andiamo per ordine.

Introduciamo innanzitutto il vecchio regolamento del trampolino synchro: oltre ai due obbligatori a coefficiente fisso 2.0, erano soltanto tre i tuffi liberi in programma, al contrario degli attuali quattro, per un totale quindi di cinque rotazioni. Dimenticate anche i 109C e i tuffi dai coefficienti folli, perché nessuna delle coppie in gara porta tuffi oltre 3.5 di coefficiente.

Gli obbligatori della gara di Atene vedono una classifica piuttosto fluida, con i russi Dobroskok e Sautin in saldo comando, ma con ben sei coppie su otto racchiuse in sei punti.

ROT1 Men 3MS Athens 2004

ROT2 Men 3MS Athens 2004

Con i primi due liberi la coppia cinese prende il largo, totalizzando prima oltre 86 punti e poi sfondando quota 90: la fuga non è quella cui siamo abituati in tempi più recenti, ma non è affatto disprezzabile: prima dell’ultimo tuffo, Peng e Wang hanno dodici punti e mezzo di margine sulla simpaticissima coppia americana dei fratelli facciadiculo Dumais, e 23 sugli australiani Barnett e Newbery. I russi perdono due posizioni con la terza rotazione per via del doppio e mezzo ritornato, con coefficiente più basso rispetto alla concorrenza (DD 3.0), poi altre due con il secondo libero per un errore di Sautin sul triplo e mezzo ritornato; come i greci e i tedeschi, però, restano incollati al treno di testa, e con a disposizione il tuffo più difficile dell’intera gara (doppio e mezzo rovesciato con un avvitamento e mezzo, DD 3.5), già eseguito da tutte le altre coppie meno quella australiana (anch’essa con il 5353B in ultima rotazione) e da quelle tedesca e cinese, con tuffi da un più “modesto” DD 3.4. Tra gli americani (secondi) e i tedeschi (sesti) ci sono appena 6.06 punti, e gli unici davvero fuori dalla lotta per le posizioni di vertice sembrano i cubani, in forte ritardo, e gli inglesi, che con il doppio e mezzo indietro non hanno possibilità di scalata.

ROT3 Men 3MS Athens 2004

ROT4 Men 3MS Athens 2004

Da questo momento in poi, succede qualsiasi cosa. A partire da questo signore qui…

invasore

… che evade tutte le misure di sicurezza, si spoglia per restare in pantaloni a pois, scarpe da clown e tutù, prende possesso di un trampolino non usato in gara e si tuffa a bomba tra le risate del pubblico, lo scorno dell’organizzazione e della security greca – che non ci fa una bellissima figura, considerando che il signore fa anche pubblicità a un sito per il gioco d’azzardo di fronte a centinaia di milioni di spettatori – e lo sguardo esterrefatto di tutte le coppie in gara (americani esclusi, ammetteranno poi i Dumais non ne avevamo dubbi, a loro piacciono i cazzari).

L’impensabile prosegue – e tuttora, a dieci anni di distanza, lasciateci ancora il dubbio di chiederci quanta casualità ci sia davvero stata durante questa rotazione, quanto siano davvero saltati dei nervi e se non si sia trattato, invece, di semplice leggerezza, dei principi di delirio di onnipotenza di chi è sicuro di avere già una medaglia olimpica al collo. Sui trampolini la coppia cinese, doppio e mezzo avanti con due avvitamenti: Wang Kenan salta male, non termina il mezzo salto mortale, entra di schiena: tuffo nullo, squilli delle trombe del giudizio, cavalcata delle Valchirie. Impietriti i due allenatori cinesi, che riescono appena a nascondere le proprie emozioni con distacco tutto orientale.
Wang Kenan, dopo le Universiadi 2005, non salterà mai più e studierà da giudice. È morto nel 2013 per un incidente stradale, avrebbe dovuto essere tra i giudici dei giochi asiatici.

“I just thought the gold was ours. The pressure was there. After jumping into the air, I knew the gold is lost.” (Wang Kenan)

È il turno di Dobroskok e Sautin, e del loro doppio e mezzo rovesciato con un avvitamento e mezzo: durante la rotazione, Sautin batte i talloni sul trampolino e precipita, riuscendo per miracolo a terminare il tuffo, ma perdendo braccia e gambe (e rischiando la vita, in effetti: ma Dmitri non riporterà conseguenze degne di nota, riuscendo anzi a salire sul podio nella gara individuale). I giudici incaricati di valutare la sua esecuzione gli assegnano 0.5 e 2.5, quelli per il sincronismo non si spingono oltre il 4. Superano i cinesi, e in condizioni normali ci sarebbe da far festa: ma con il settimo posto praticamente assicurato e le altissime chance di medaglia gettate giù per uno scarico, le facce in casa russa sono nerissime.

Distratti forse da questo evento raro e dal sapore quasi utopico, i fratelli Dumais decidono a loro volta di entrare altamente abbondanti in acqua, imitando il tuffo dell’invasore di vasca e salutando così il loro secondo posto (chiuderanno sesti). Justin Dumais si ritirerà dopo questa gara. Troy ci affligge ancora con la sua simpatica presenza.

“Three out of the eight teams completely missed their final-round dives, with us being one of them. Whoever does their job and performs is going to be on the medal stand.” (Troy Dumais)

I greci, invece, non sbagliano il loro triplo e mezzo ritornato. O meglio, Thomas Bimis sbaglia l’esecuzione individuale, entrando scarso, ma il sincronismo c’è, arrivano oltre 83 punti e una delle medaglie d’oro più inaspettate della storia dei tuffi. All’argento arriva la solida coppia tedesca Schellenberg – Wels, non estranea a exploit in campo europeo e mondiale (quando a Leipzig laggente non era allenata da Fischer!), mentre terzi per soli 42 centesimi arrivano i costantissimi australiani Barnett e Newbery, con il loro programma ad altissimi coefficienti.

ROT5 Men 3MS Athens 2004

“There must be someone watching over them.” (Tony Ally)

Grafico tuffi liberi

Su youtube, fino a poco tempo fa girava anche un video-riassunto della gara, avremmo voluto postarvelo come prova vivente che NO, non ci siamo inventati NULLA, ma a causa di chissà quale gomblotto, non ce n’è più traccia nell’etere… Vi lasciamo dunque con una foto del podio a riprova che no, è TUTTO VERO!!!

Athens2004 Podium
(Photo by J. Squire – olympics.org)

Noi di #anticommento vi diamo appuntamento al prossimo angolo della nostalgia, per sentirci tutti più vecchi, assieme… mal comune mezzo gaudio, dicono!