Ultimo appuntamento di questa stagione con le noci ungheresi: è arrivata la terza e conclusiva puntata di #TUFF numero 03! Potete recuperare le prime due qui e qui, oppure cliccando sulla tag “Antiperiodico” di questo post!

La foto di apertura è di Marta C.

In questa puntata:

– Anno zero d.Z. (dopo Zaytsev)
– Nella tana dei Goblin
– Chiuso per ferie
– Incidente diplomatico sfiorato


Anno zero d.Z. (dopo Zaytsev)

A Smolensk, a cavallo tra gennaio e febbraio, si è tenuta la Coppa di Russia, prima gara di selezione da quando Moiseeva è diventata la nuova coach della nazionale.

Dalla piattaforma, assente la Petukhova (si è presa un periodo sabbatico), la Timoshinina ha avuto vita facile, essendo nondimeno anche una delle più “anziane” pur essendo nata nel ’98 (madreeeeeh!); stessa musica per Minibaev, già verso i 490 punti alla prima uscita, e senza uno Schleikher a contrastarlo nulla hanno potuto né il redivivo Nazin, né – shock per il ritorno! – Bondar, alla prima gara di selezione con il nuovo passaporto.

Dal trampolino 3 metri, Zakharov è volato davvero in alto, con ben 476 punti in finale – anche se il 207 fuori dalla sua patria proprio non riesce a infilarlo; è bello sapere comunque che parte delle scorie olimpiche sono state smaltite, anche visto che Kuznetsov è rimasto poco sotto i 410 punti e Novoselov non è arrivato neppure a 400. Nella gara femminile gara tirata tra Ilinykh, Polyakova e Nekrasova, uniche ad andare sopra quota 300, con Chernyk poco sotto tale soglia; con la Bazhina che ha ridotto i carichi di lavoro, il peso di questa squadra ricade sulla ventitreenne Kristina e sulle giovani adepte… per ora non sembrano molto convinte, nel prossimo futuro (e con la buona coach che si ritrovano) chissà.

Infine, le gare sincro: faticano da 3 metri Bazhina-Ilinykh, con appena 4 punti di vantaggio su Nekrasova e Klyuyeva; non così Zakharov e Kuznetsov, che raggiungono quota 450 e stracciano sia i fratelli Novoselov, sia la coppia Molchanov-Nikolaev. Dalla piattaforma, senza le coppie “titolari” Petukhova-Timoshinina e Minibaev-Schleikher (o Minibaev-Bondar?), ad aggiudicarsi le gare sono rispettivamente la coppia formata da Belova e Chuynishena, con un buon programma e sfiorando i 300 punti, e quella formata da Nazin e Izmailov, poco sotto i 390.

Grandi assenti le gare dal metro, sempre piuttosto snobbate in quel di Russia quando si fanno le selezioni, si è tenuta invece la gara del Team Event con in gara tuffatori che non avevano di meglio da fare (nell’ultimo giorno di gare, i big erano già fuggiti alle loro case!).

(Risultati completi: RussiaDive)


Nella tana dei Goblin

A inizio febbraio è stata la volta della Coppa nazionale anche in Gran Bretagna, che ha richiamato sui trampolini e sulle piattaforme l’intera armata goblin così come l’avevamo lasciata.

Nelle gare maschili, il metro è stato appannaggio di Laugher (395.40), mentre i 3 metri sono andati a Haslam (420.55, in una gara senza big) e la piattaforma (senza Daley) a Noah Williams (477.95). In quelle femminili, doppietta di Torrance da 1 metro (261.90) e da 3 metri (311.85), in entrambi i casi superando Reid e Fowler. Gara più sorprendente la piattaforma femminile, con Gemma McArthur trionfatrice (310.80) sulle più quotate Lobb e Toulson (addirittura quinta).

Nelle gare sincro, facile vittoria per Laugher-Mears (a mezzo servizio con 415 punti), e dalla piattaforma per Couch-Toulson (294.24) e Dixon-Williams (391.86). Con Alicia Blagg temporaneamente fuori dai giochi, la nuova coppia sincro Reid-Torrance ha vinto di misura contro Millie&Millie (Haffety-Fowler), con 274.05.

Per quanto riguarda il circo dei misti, Reid ha sostituito la Gallantree per la coppia con Daley, ma non è cambiato molto (260.91); Daley le ha invece prese nell’altra gara mista, quella dalla piattaforma: Toulson e Lee (335.04) hanno superato lui e la Couch di ben 30 punti.

(Risultati completi: Dive Recorder)


Chiuso per ferie

L’ultima trasferta del 2016 ha visto Anti presente presso la SSE di Berlino per gli assoluti invernali. Assente speciale la nazionale, a riposo dopo Rio. Unica esclusa da esenzione e vittima di nonnismo la povera Elena Wassen, fresca, per giunta di oro mondiale juniores vinto una settimana prima. Nonostante la partecipazione a Rio come gli altri grandi assenti, alla più giovane di casa DSV è toccato comunque gareggiare (o forse, sarebbe più adatto dire pasteggiare con le sue avversarie) e sorbirsi anche i millemila richiami dei vari allenatori presenti durante i numerosi allenamenti a cui si è sottoposta. Si sa, la piattaforma femminile tedesca fa piangere da un bel po’ di tempo, ormai, il destino è quindi tutto nelle mani – e piedi- di Elenina (e di sua sorella Xtina, momentaneamente K.O. per un non meglio specificato problema fisico).

Con la nazionale fuori, a farla da padrone è stato il buon Lars Rüdiger, che si è aggiudicato 3 gare su 3. Il metro, va detto, lo avrebbe vinto con o senza nazionali, visto che da tempo ormai nessuno dei big partecipa a livello nazionale (presente invece il buon Oli Homuth che c’ha preso le sveje). Dai 3 metri invece, non avrebbe sicuramente portato a casa l’oro, ma, con il più che dignitoso punteggio di 430.70 sarebbe comunque andato a podio. Da sottolineare gli 87.50 ottenuti sul 307C, tuffo che fino a poco tempo fa sbagliava clamorosamente.

Tutt’altra storia la gara dai 3m synchro. Che giri qualcosa di pessimo in DSV, è risaputo da tempo, ormai, ma mettere assieme Lars ed Oli nel synchro è davvero indice d’allarme per la qualità del meth che gira da quelle parti. Una coppia così male assortita non la si vedeva da tempo, e il punteggio parla chiaro. L’oro è arrivato solo grazie al regalo nel finale da parte della coppia Patrick *fattelanarisata* Kreisel e il suo compagno Lou Massenberg (neo campioni mondiali juniores) e il loro 305B da film dell’orrore (madreeeeeeh!).

Nulla di eclatante da segnalare, comunque. Le gare valevano anche come prima selezione per gli eventi internazionali di questo 2017, ma l’unico risultato importante è quello dal metro uomini, dal momento che sono in 3 a contendersi 2 posti. Vero e proprio rebus il metro femminile: Louisa Stawczynski ha perso la prima occasione causa infortunio durante l’eliminatoria, Saskia Oettinghaus non è andata a podio, e, se Tina Punzel dovesse decidere di tenerla come disciplina, saranno loro 3 e Jana Rother a contendersi il posto. Ma, vista la giovane età di tutte, è difficile esprimersi ora sulle varie strategie e combinazioni.

Complice un “gala” a cui tutti volevano scroccare il buffet, sono apparsi, tra gli altri, il buon Sascha, con un paio di mise coatte di cui avevo sentito la mancanza, Martin con tutta la sua aura di bontà (e con un aspetto decisamente sano) e Paddy (mi sento ancora molto #blessed per il nostro breve scambio su Rio e salute).

(Risultati completi: Sportlicht)


Incidente diplomatico sfiorato

Piccolo aneddoto che solo io (F), presente ai già citati nazionali tedeschi, potevo raccontarvi. Dal momento che la gara si è tenuta di martedì, sugli spalti eravamo io, la mamma di Lars, il buon Seidel e il rumoroso clan di Aachen (quattro gatti) che sembrava uscito da uno di quel film americani in cui i genitori seguono le imprese sportive dei loro figli con fare molto meticoloso (eufemismo). Vi dico solo che i due capoclan oltre che urlare vistosamente, giravano con un’attrezzatissima borsa frigo alquanto gigante e distribuivano alla squadra bevande e snack di ogni tipo. Altro che Mary Poppins!

Fatto sta che davanti a me (che a mia volta ero seduta a mezzo metro da mamma Rüdiger) si siede una coppia che incontro sempre e mi saluta, ma non ho ancora inquadrato di che clan faccia parte. All’ultimo tuffo la signora pensa bene di girarsi verso di me e con fare divertito esclamare “certo che Oli e Lars non saltano per niente in sincro”. APRITI CIELO! Lo sapete ormai, sono anni che io e M vi diciamo di tenere sott’occhio Rüdiger, figuriamoci quindi se posso mettermi a parlare male di un mio pupillo, con la famiglia poi seduta accanto. Sperando che sua mamma non abbia sentito decido di barcamenarmi alla meno peggio e liquido la signora con un “è la prima volta che gareggiano assieme, è normale” (non è vero, fanno pena e spero sia stata la prima e ultima volta, perchè Lars merita di meglio).