Pörkölt dio a tutti! (In ungherese vuol dire “noci tostate”. Davvero.) La stagione dei tuffi è finalmente iniziata con i campionati nazionali e con le selezioni per le competizioni internazionali: la monotonia l’ha già spezzata la neve, ma noi non creiamo disagi, li raccontiamo: eccovi quindi il primo #TUFF del 2017!

Per chi non ci segue da molto tempo, #TUFF è l’Antiperiodico per eccellenza: raccogliamo qui tutte le notizie per cui non ci è possibile dedicare un articolo con tutti i crismi. Ci rendiamo conto che trovarne è dura: se non li fa TuffiBlog, con Tania in “pensione”, di buona informazione ne è rimasta davvero pochina in giro; con noi e con #TUFF, quindi, farete il giro del mondo in tre puntate, recuperando tutto quello che avete perso negli ultimi mesi!

Tutte le fonti di approfondimento sono regolarmente citate: laddove mancano, è perché tali notizie provengono da nostra diretta testimonianza, o da nostro contatto con atleti, allenatori, presidenti di società e/o affini, diretto o indiretto. La foto di apertura è di Marta C.

In questa puntata:

– Ukrainian turmoil
– Te ne vai o no, te ne vai sì o no?
– This pretty face don’t work no more
– Non c’è due senza tre
– Pongoregolamento strikes back!
– E grazie per tutto il pesce


Ukrainian turmoil

Novità, se così possiamo definirle, dal team Ucraina. Al momento non sono previsti grandi cambi per questo quadriennio olimpico appena iniziato, i big della squadra rimarranno al loro posto – forse obbligati dalla Zarina Tamara I la Teribbbile che dopo aver perso Bondar non è più la stessa.

Gli unici cambi dovrebbero riguardare le coppie sincro: sono diverse le combinazioni possibili, più che altro portando in nazionale maggiore i ragazzi delle giovanili visto che i grandi ormai sono le solite quattro facce note, e al momento quella più possibile dai tre metri sembra quella formata da Oleksandr “Giovannona Coscialunga” Gorshkovozov e Oleg “Pinocchio” Kolodiy, già visti insieme con il bronzo agli Europei 2013.

Non ci è dato sapere se è stata troppa la delusione per la mancata qualificazione olimpica (sì, N ancora ci pensa e ci soffre, figuriamoci Tamara) o se semplicemente Illya si è reso conto che tutti i cerotti sulla schiena non se li mette per fare i disegnini ma perché tre gare diverse non gli fanno proprio bene; quindi per Natale Illya ha deciso di regalare a Giovannona una zavorra per fare il sincro.

Ci sono state anche alcune prove di un sincro misto dalla piattaforma Prokopchuk-Kvasha, fatte però solamente per divertimento perché figuriamoci se l’uomo dei cerotti dice no al sincro trampolino e sì al sincro piattaforma (anche perché lui non ha mai fatto piattaforma, nemmeno dai cinque metri). Sicuramente il misto dalla piattaforma sarà di nuovo formato dalla coppia Prokopchuk-Dolgov, già vincitori della specialità agli Europei di Londra.

Giunge anche la notizia che la piscina natale di Illya Kvasha è stata chiusa e quindi è stato costretto a prendere tutti i suoi bei rotoli di KinesisTape, fare i bagagli e trasferirsi a Kiev, dove però può allenarsi con il resto della Nazionale (infatti lui probabilmente si sta ancora disperando, almeno a Nikolaev stava al sicuro da questa brutta gente). Tra le altre cose, Illya ci tiene ancora una volta a sottolineare che è pronto per un altro quadriennio olimpico e che nonostante tutti gli infortuni, e la sfiga che ci vede sempre benissimo, vuole assolutamente andare a Tokyo. E chi siamo noi per lamentarci?! (mk.mk.ua)


Te ne vai o no, te ne vai sì o no?

Dopo averci ispirato a ripescare un grande classico dei cori da stadio, l’uomo del monte Sascha ha detto “sì” ad un altro anno di carriera… o quasi.

La news era già nell’aria da un po’: sia la presenza al Gala di Dresden in cui raccontava di aver ripreso gli allenamenti ad Aachen, sia il calendario DSV con gli assoluti tedeschi estivi proprio ad Aachen (da che mondo e mondo tutti gli eventi si svolgono solo in piscine dell’ex DDR), erano indizi alquanto sospetti. In aggiunta, dopo la recente (e terza) operazione alla spalla, Martin aveva fatto sapere di non aver in previsione il synchro 10m con Patrick, suggerendo, tra le righe, che per il 2017 Patrick non aveva bisogno di un nuovo compagno dalla piattaforma.

La conferma è giunta poco prima della fine dell’anno, salvando così in qualche modo il 2016. Dalle pagine di Freie Presse ed MDR, Sascha annunciava di aver riflettuto a lungo assieme alla sua famiglia il da farsi. A fargli cambiare idea e ad instillare il dubbio sulla sua decisione di terminare la carriera post Rio2016 pare sia stata l’Olimpiade stessa. Klein, infatti, è rimasto in qualche modo particolarmente scottato dal 4° posto nel synchro 10m, e la sete di vendetta e la consapevolezza di poter dire ancora la sua in questa disciplina hanno portato pian piano al ribaltone e convinto il nostro vecchio preferito a rimanere un altro anno.

Non era ancora ben chiaro tuttavia se avrebbe proseguito solo nel synchro (alleggerendo così in qualche modo il carico e potersi dedicare agli studi, dal momento che il progetto di terminare le superiori e iscriversi poi all’università rimane ben saldo nei suoi programmi), o se il 2017 lo avrebbe isto gareggiare internazionalmente anche nell’individuale (con buona pace di arroTimo Barthel…).

Dalle ultime notizie ed interviste a Hausding, tuttavia, a quanto pare la coppia non difenderà il titolo europeo a Kiev quest’anno, e Sascha sembrerebbe destinato a ritirarsi dopo l’ultima tappa delle World Series, in programma a Windsor. La scelta è dettata da un duplice motivo: in primis, la sicurezza, da parte della partecipazione alle WS, di mettersi comunque in tasca del contante, fattore non indifferente per atleti che in pratica guadagnano in base a quanti e quali risultati riescono a portare a casa. Inoltre, il duo tedesco non è sicuro di potersi ripetere e vincere nuovamente l’oro europeo, e vuol dunque lasciare il segno dei 9 titoli consecutivi, senza rischiare di finire ai bordi del podio, nel tentativo di inseguire il decimo sigillo. Sanno già per certo, d’altronde, che molto difficilmente qualcuno riuscirà ad eguagliarli. (FreiePresse, Morgen Post)


This pretty face don’t work no more

Se fossimo su Facebook, avremmo titolato questo pezzo Breve storia triste, ma, grazie al blog, possiamo permetterci di sdrammatizzare la situazione. Diciamo anche che, dopo 15 anni di questo sport, ormai sorprendersi (in negativo) è ormai difficile, tuttavia, che si vinca un bronzo individuale olimpico (nonostante i numerosi guai fisici durante l’intera stagione) e si debba rilasciare un’intervista in cui si racconta in breve di come, anziché ottenere nuovi contratti, non solo nessuno abbia bussato alla porta, ma gli sponsor già presenti abbiano in parte abbandonato la nave, lascia comunque l’amaro in bocca.

A pesare, soprattutto, la decisione di un certo sponsor italiano di ritirarsi, a quanto pare, come sponsor dell’intero movimento tuffistico: Myrtha Pools ha iniziato a collaborare da un paio di mesi appena, troppo pochi per tornare indietro; quale grande sponsor resta? Uno solo. Ma non lo nomineremo, perché al momento la news al momento non trova riscontro. (Stimme)

La vera ciliegina sulla torta? Stando a quanto riporta il Berliner Zeitung, a causa della fuga di sponsor, Hausding non riceverà neanche l’automobile che rientrava nel montepremi del Champions des Jahres. A noi vien voglia di riassumere il tutto con il sempreverde: figli della serva.


Non c’è due senza tre…

… anche se siamo dell’idea che il buon Martin Wolfram avrebbe da ridire a riguardo. Il piattaformista della DSC, infatti, si è sottoposto il 30 novembre al terzo intervento alla spalla.

L’operazione è riuscita perfettamente (presente per un paio di orette agli assoluti invernali, girava senza bende o imbragature) e, a quanto pare, è previsto un decorso più veloce rispetto al passato. Martin e lo staff, infatti, hanno deciso di non perdere tempo come nelle precedenti riabilitazioni, evitando probabilmente di scendere di altezza, e concentrarsi subito nel recupero dai 10 metri.

Quest’anno, d’altronde, ci sono europei e mondiali in programma, oltre le World Series per cui è qualificato; dopo il podio sfiorato a Rio, Martin può decisamente candidarsi a protagonista della scena internazionale. Karma permettendo.


Pongoregolamento strikes back!

Ci risiamo: Federnuoto e CT ne fanno un’altra delle loro e modificano il regolamento in corsa, a stagione iniziata da un mese abbondante e a 12 ore dall’inizio di Coppa Tokyo. Le principali variazioni sono tre:

  1. “I medagliati di Londra 2016 sono qualificati non solo per gli Europei di Kiev, ma anche per i Mondiali di Budapest.”
    Chi ne beneficia: Elena Bertocchi e Giovanni Tocci, qualificati ai Mondiali senza selezioni; eventualmente Maicol Verzotto, se si tiene conto della medaglia del sincro misto ottenuta con Tania (quest’ultima, come noto, non ci sarà).
  2. “La coppia sincro sesta classificata a Rio 2016 è qualificata a Europei e Mondiali.”
    Chi ne beneficia: Giovanni Tocci e Andrea Chiarabini, qualificati a Europei e Mondiali senza selezioni.
  3. “Il resto della squadra sarà formata dal CT in base alle prestazioni ottenute durante valutazioni nelle prove indicative nazionali ed internazionali.”
    Chi ne beneficia: nessuno in particolare; le gare non sono più di selezione, il che significa che non è più necessario partecipare a 2 gare nazionali su 3 pena l’esclusione, e che le gare internazionali (GP di Rostock, GP di Bolzano, eventualmente GP di Madrid e WS di Kazan) sono comprese nelle “valutazioni del CT”. Nessun cenno sui coefficienti di difficoltà minimi obbligatori, introdotte due anni fa.

Passino le modifiche del punto 1, perché non c’è tempo per altre selezioni tra Kiev e Budapest, e siamo favorevoli alle selezioni uniche per tutti gli impegni internazionali della stagione. Ma visto il tempismo (la riunione tecnica con le modifiche al regolamento è quella prima di Coppa Tokyo), le altre modifiche sembrano a tutela di Chiarabini, che si è fracassato la rotula in moto a fine gennaio. Molto nobile, e allo stesso tempo molto sbagliato, perché un regolamento che viene modificato per qualsiasi spiffero di vento non è un regolamento ma una graziosa decorazione di plastilina.

Ve la ricordate la polkata aggiunta al regolamento per dare l’ultima chance al sincro Tocci – Billi, due anni fa, facendo contare il GP di Bolzano come selezione? Noi sì e ancora oggi

noi siamo sotto choc(gif di Trash Italiano)

Una frattura alla rotula non è uno scherzo, per uno sport che fa delle ginocchia un perno inviolabile. Iniziamo a vedere se Chiarabini SIA arruolabile per Mondiali ed Europei. Chiudendo la porta da subito, si suggerisce implicitamente ad altre coppie sincro di evitare di utilizzare attivamente quest’annata per provarci, nonché agli altri trampolinisti che uno dei posti dal trampolino individuale potrebbe o non potrebbe essere assegnato a Chiarabini. Tocci, Auber, Rinaldi, Benedetti e Cristofori (altri non sembrano esserci) competono per uno o due posti?

La seconda parte di “Se Anticommento fosse commissario tecnico della nazionale” prossimamente.


E grazie per tutto il pesce

Il coach britannico Ady Hinchliffe, capo allenatore del Leeds Diving e parte dello staff di Evangulov da due quadrienni – per intenderci, il santo che ha trasformato i goblin Mears e Laugher nelle medaglie d’oro olimpiche 2016, Rebecca Gallantree in una medaglia d’oro europea, e Alicia Blagg in… no, niente, Alicia è rimasta irrilevante, scusate – fa parte, a partire dal 2017 e in qualità di primo allenatore, della squadra di preparazione olimpica dell’Australia, le cui federazioni acquatiche sono alla ricerca di una rifondazione totale dopo i magrissimi risultati recenti in tutto il comparto.

La separazione non è stata indolore: British Swimming ha preferito non pareggiare l’offerta, non certo stellare, fatta dagli australiani (nonostante un incremento dei finanziamenti per i tuffi da 7.5 a quasi 9 milioni di sterline, cifre davvero alte per uno sport minore), e ha salutato il suo allenatore con un commento abbastanza piccato. Il comunicato di Diving Australia, naturalmente è di tenore totalmente opposto, e questo grazie al curriculum di tutto rispetto di Hinchliffe: stimato e riconosciuto da tutta la comunità tuffistica europea e non come uno dei migliori allenatori in circolazione, ha portato alla ribalta, oltre ai già citati Mears, Laugher, Gallantree e Blagg, anche le stelline della piattaforma Torrance e Toulson e il piattaformista Goodfellow, vale a dire la maggioranza della nazionale britannica attuale.

Gli allenatori Andy Banks (che allena Tonia Couch) e Jane Figueredo (che allena Tom Daley) sono stati invece confermati con contratto a tempo pieno nella nazionale britannica, mentre continuano a essere parte dei “consulting” Tom Owens (con Freddie Woodward), Peng Li (Matthew Lee) e Nick Robinson-Baker (Grace Reid). Laugher (“furioso” con la federazione per essersi lasciata scappare Ady) e Mears, così come il resto dei tuffatori di Leeds, saranno invece seguiti da Nick Smallwood. (British SwimmingSwimSwam, Diving Australia, BBC News)


A presto per la seconda parte!