No, non abbiamo cambiato pubblico a cui rivolgerci, tranquilli: semplicemente, WE ARE BACK con le nostre guide di cui sappiamo sentivate la mancanza (così come noi sentivamo la mancanza di scartabellare tra entry list e compagnia andante); in attesa anche di tornare live dalle piscine (vi avvisiamo fin d’ora, next stop: 10-13 dicembre, SSE di Berlino), ci occupiamo dei World Diving Junior Championship in corso questa settimana a Kazan.

Lungi da noi fare veri e propri pronostici – so’ ragazzi… potremmo mai fidarci al 100% delle loro testoline? – veniamo dunque in vostro soccorso con una piccola guida all’uso e darvi qualche consiglio su chi tenere d’occhio, perché già noto nonostante la tenera età, o perché sgomitante già da un po’ per farsi notare. Quale trampolino – pun intended – di lancio migliore, se non i mondiali, per dire finalmente (e nuovamente) la propria?

Finiti i preamboli, ecco una guida semiseria alle nuove leve, con un’attenzione particolare a quelle teutoniche e quelle di casa nostra. Perché le conosciamo meglio.

RAGAZZE

Ben sei atlete già presenti alle Olimpiadi (Abdelsalam, Amer, M. Hernandez, Itahashi, Toulson, E. Wassen), altre tre ai Mondiali (Sasaki, Tatsenko, C. Wassen). Chi aggiungere al lotto delle “osservabili”, non solo qui ma anche in futuro?

CATEGORIA A

– Le cinesi per i motivi che tutti sappiamo.

– Il plotone russo: Ekaterina Nekrasova dal trampolino, Anna Chuinyshena e Valeriia Belova (o Ekaterina Ukolova, nel caso venisse schierata all’ultimo) dalla piattaforma. Anche i giovani russi hanno risentito del periodaccio in federazione, ma le atlete sono di valore assoluto, forse anche superiore – in potenziale – al roster titolare.

– La canadese Olivia Chamandy. Già soprannominata “la nuova Benfeito”, e in Canada non sono prodighi di complimenti.

– La polacca Kaja Skrzek. Ha già messo in fila atlete ben più importanti agli Europei Juniores, dove si è aggiudicata l’oro sia da 1 metro, sia da 3 metri. La musica a livello mondiale cambia, e i margini furono ridotti, ma è un’atleta di valore.

– Le australiane Georgia Sheehan e Jayah Mathews. Ai Trials olimpici, Jayah aveva battuto Anabelle Smith ed Esther Qin, ma è stata esclusa per mancato raggiungimento dei requisiti di difficoltà (per un 405 raggruppato anziché carpiato…). In quella stessa gara, Sheehan fu quinta.

– L’americana Mya Kraeger, già presente ai trials olimpici.

– La svizzera Michelle Heimberg. A Rijeka è stata bronzo dal metro, argento da 3 metri, oro nel sincro (con Coquoz, anche lei presente e già esperta degli Europei senior).

– Le britanniche Millie (Fowler) & Millie (Haffety), Shanice Lobb e Katherine Torrance (già dodicesima agli Europei dei grandi). Da tenere d’occhio se non altro perché la scuola britannica è una delle migliori del mondo, anche se le ragazze tendono a esplodere in ritardo.

– La tedesca Saskia “Kessler” Oettinghaus. Leve lunghissime e programma consolidato già da anni. Sarebbe il momento giusto per il salto di qualità. Con la sua compagna di sy Stawczynski orientata verso il metro, Saskia potrebbe colmare la lacuna dai 3m, prendere il posto di Nora (pronta a pensionarsi) ed approfittare del cambio di virata di C. Wassen, data 2 anni fa come nuova stella dei 3m tedeschi, fermata da un’operazione alla vigilia di BLN2014 e tornata poi dalla piatta, per quella che ormai sembra tutta una lotta in famiglia con la sorella Elena.

– La svedese Emma Gorebrant Gullstrand. Attenzionata da Ulrika Knape in persona, qualcosa vorrà pur dire.

CATEGORIA B

Per le atlete classe 2001 e 2002 è molto difficile fare pronostici, per cui vi daremo nomi in ordine sparso. Le cinesi per i motivi che tutti sappiamo; l’ucraina Lyskun, le tedesche Hentschel e Miethig, l’americana Coburn, le russe Koroleva e Bibikina, l’australiana Rosman.

Per quanto riguarda le azzurrine, c’è parecchio da dire ma è stato detto in altre occasioni – chi ci segue su Twitter lo sa già: Giulia Vittorioso, un’altra con delle gambe da fenicottera, è all’ultima competizione di categoria B (a metà dicembre sarà tra le juniores), ha un’ottima tecnica ma deve lavorare sulla concentrazione; quando ci riesce – vedi gli Europei – fa sempre molto bene. Chiara Pellacani ha un anno di meno, potenzialità altissime soprattutto da piattaformista (il 5253B è tuffo da atlete ben più esperte e lo esegue già bene), i risultati nazionali (e non) conseguiti finora la pongono, con tutta la cautela possibile da parte nostra, tra le possibili predestinate a una carriera importante.

RAGAZZI

Abbiamo già visto alle Olimpiadi Nikita Shleikher, ai Mondiali Tai Xiaohu è stato medaglia d’oro nel sincro misto 10m, e altri tre atleti si sono visti a Kazan l’anno scorso (Lee, Souza, Harutyunyan). Chi sono gli altri tuffatori di possibile rilievo?

CATEGORIA A

– I britannici Jordan Houlden, Matthew Dixon e Anthony Harding. Sono già nel giro della nazionale maggiore, e la federazione punta sui tuffatori maschi sempre un po’ più rispetto alle femmine.

– Il colombiano Daniel Garcia. Da 3 metri porta un programma olimpico da medaglia d’oro (109C, 5156B, 207C, 407C e 307C), sta da vedere come lo esegue. Ma i pazzi generalmente ci piacciono.

– Lo spagnolo Matthew Wade. È considerato un possibile erede di Illana, dotato fisicamente e tecnicamente.

– Lo svizzero Jonathan Suckow. Lo abbiamo già visto agli Europei dei grandi e ha ben figurato. Potrebbe far bene anche il suo compaesano Simon Rieckhoff.

– I tedeschi Lou Massenberg e Patrick Kreisel. Il secondo, omonimo del delfino della nazionale teutonica, si allena proprio presso la stessa società e già verso 2015 era chiaro come la BTSC puntasse molto su di lui, a partire anche dalla costruzione del programma. Completamente inaffidabile, deve dimostrare di aver trovato un suo equilibrio e una sua stabilità. Massenberg, al contrario, è partito in sordina (complice forse anche la massa e la statura, ma ci ha pensato madre Natura a dargli una mano nell’ultimo anno) ma ha dimostrato di non voler essere uno spettatore. Quel che è certo, è che entrambi devono tirare fuori le unghie (anche in vista dei campionati nazionali la settimana successiva), perché in casa il trampolino maschile è più affollato che mai. Tralasciando i vecchi – che però sono ancora ben saldi alle loro tavole, – in patria i due della BTSC troveranno due loro compagni di società, Seidel e Rüdiger, con cui si passano giusto una manciata di anni e che sono dunque i loro rivali principali nell’imminente futuro e per definire un po’ meglio i ruoli…

– I danesi Andreas Larsen e Martin Christensen. Anche loro già visti agli Europei, anche loro con un ottimo risultato vista la giovane età.

– I russi: oltre a Shleikher, potenzialmente il favorito a livello-cinesi almeno in una gara, ci sono Nikita Nikolaev, Artem Bezdenezhnykh e Boris Efremov. Tutti validi, anche se soffrono della crisi di risultati al pari dei grandi.

– Il canadese Alexandre Corriveau. Non è un predestinato come il suo omonimo, re di tutte le piattaforme, ma è un buon tuffatore con potenzialità.

– Gli americani Zachary Cooper, Gregory Duncan e Andrew John Capobianco. Gli statunitensi tendono a essere migliori dalle piattaforme che dai trampolini, specialmente da giovani. Si vedrà.

– Una parola per il nostro Francesco Porco: non è il favorito, per niente. Ci sono atleti più forti, più preparati e soprattutto più costanti. Tuttavia è un buon lavoratore e ha margini di crescita, e le gare sono scontate solo sulla carta, per cui mirare alla qualificazione in finale è obbligatorio e doveroso.

CATEGORIA B

Per gli atleti classe 2001 e 2002 è molto difficile fare pronostici, per cui vi daremo nomi in ordine sparso. I cinesi per i motivi che tutti sappiamo; i russi Ruslan Ternovoi e Grigory Ivanov, gli americani Jack Matthews e Maxwell Flory, l’ucraino Nikita Kryvopyshyn, il tedesco Karl Schöne, il canadese Robert Bryden, l’australiano David Jenkin, lo spagnolo Adrian Abadia e l’italiano Davide Baraldi.

Per quanto riguarda quest’ultimo, è senz’altro il 2001 più promettente in Italia: sarà interessante seguirlo non tanto quest’anno, che sarà di ambientamento nella categoria superiore (come per Vittorioso, anche per lui è l’ultima competizione da “B”), quanto i prossimi due. Di certo essere uno dei soli quattro a essersi qualificato ai Mondiali ha un certo valore aggiunto: viene inoltre da una società “giovane” (Ice Club Como), che ha tutto l’interesse a sostenerlo per dimostrare il proprio valore, come ha fatto Cosenza negli ultimi anni sotto la guida di Barsukova. Tutti e quattro i rappresentanti italiani, tra l’altro, provengono da società alla ribalta solo di recente (oltre a Como e Cosenza, la MR Sport, che ha rimpiazzato la Lazio).