Filion

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Prosegue il nostro ciclo in collaborazione con TuffiBlog, il blog di Nicola Marconi (www.tuffiblog.com), dalla cadenza assolutamente non regolare – siamo pur sempre Anticommento! – e, speriamo, dalla digeribilità assicurata. Conoscete il formato, sapete che siamo due blog e non due testate giornalistiche (ringraziando il Signore), quindi speriamo che traspaia la vera intenzione di queste interviste: fare quattro chiacchiere con persone deliziose. In vero stile Anti.

È finito il tempo delle negazioni, con le Olimpiadi che prenderanno il via questa sera (ma noi non ci arrendiamo: e a meno che non vada tutto tutto tutto come nei nostri sogni lunghi un quadriennio olimpico, Rio 2016 non esiste!): e in attesa della cerimonia di apertura che prenderà il via questa notte (fusi orari demmerda!), vi proponiamo una delle nostre anti-interviste a quella che, speriamo, potrà essere una delle protagoniste delle gare dalla piattaforma.

Come l’ultima, anche questa è una storia di grande tenacia e di lotta per superare i propri limiti, specie dopo un grave infortunio che può pregiudicare quattro anni di durissimo lavoro: un grazie a Roseline Filion per averci dedicato un po’ di tempo libero durante gli ultimi Assoluti Open e… buona lettura!

Noemi I.: Hai recuperato da un gravissimo infortunio all’inizio di questa stagione, e hai dimostrato una forza impressionante: ti abbiamo visto in difficoltà, ma non hai rinunciato alle gare scegliendo invece di portare dei tuffi da ferma; e poi, ti abbiamo visto portare a casa il pass per le imminenti Olimpiadi di Rio con una gara stellare. Come hai fatto a superare il dolore e le paure dopo l’infortunio? Hai mai pensato che potesse verificarsi il peggio? E quanto hanno contato le persone intorno a te?

Roseline Filion: Appena mi sono infortunata ho davvero pensato che la mia stagione sarebbe finita lì e che le Olimpiadi sarebbero state molto a rischio. Mi sono fatta male durante una gara e ho portato il gesso per due settimane e poi un “walking boot” (una fasciatura specifica per il piede, per mantenerlo nella corretta posizione, ndT) per altre quattro settimane, quindi sono stata fuori per due mesi e dovevamo ancora assicurarci un altro posto per il Canada alle Olimpiadi; tuttavia ho avuto un team fantastico sempre con me che mi ha aiutato a riprendermi in fretta e che ha fatto in modo che io provassi a gareggiare in Coppa del Mondo… e ce l’ho fatta! Ho mantenuto un atteggiamento positivo per tutto il tempo perché anche chi mi stava accanto non era preoccupato, mi hanno motivata davvero tanto ad affrontare la cosa nel miglior modo possibile, quindi posso dire che è stato un periodo molto difficile ma per fortuna le persone che mi circondano mi hanno aiutata tantissimo. (Seguono un po’ di complimenti da parte nostra, perché siamo tuttora senza parole per il suo recupero lampo e per i punteggi e le gare stellari che ha inanellato dopo l’infortunio.)

In realtà temevo che non sarei più tornata alla mia normalità come tuffatrice ma ogni volta che mi tuffavo mi sentivo un po’ meglio, più sicura e padrona di me stessa. Mi faceva ancora male la caviglia ma allo stesso tempo riuscivo di nuovo a fare tutto e ho continuato con i trattamenti settimanali. Quindi sono tornata alla mia normalità, a come ero prima, e sono anche migliorata quindi mi sento davvero bene; ora questo infortunio è solamente un ricordo e posso concentrarmi sui miei allenamenti per le Olimpiadi. Sì, sono davvero molto felice adesso.

NI: Come abbiamo già fatto notare quando abbiamo intervistato altre componenti delle “FAB IV” (Filion, Abel, Benfeito e Ware), avete un certo supporto da parte degli sponsor; anche se siamo certi che i vostri status non siano paragonabili a sportivi famosi come i calciatori o i cestisti, come e quanto vi aiuta questo supporto in termini di lavoro e di popolarità?

RF: Be’, diciamo che per quanto riguarda la popolarità noi siamo conosciute nella comunità sportiva ma non siamo famose. A volte qualcuno ci riconosce per strada a Montreal ma è molto raro; è divertente stare sempre insieme noi quattro, abbiamo delle sponsorizzazioni ed è bello avere una grande compagnia internazionale che ci supporta durante il periodo olimpico. È lusinghiero e ci dà davvero la sicurezza che le persone credano in noi e ci vogliano aiutare a realizzare i nostri sogni. È davvero bello!

NI: La nazionale canadese è il frutto di un progetto a lungo termine, al punto da vedere lo stesso gruppo di atleti, diviso in due team, negli ultimi anni: Alexandre Despatie e Reuben Ross si sono ritirati, ma François Imbeau-Dulac era già nel gruppo di elite dopo di loro, e lo stesso è accaduto con Blythe Hartley e Émilie Heymans prima di te. Perciò, su chi dovremmo tenere un occhio nei prossimi anni, o anche dopo che avrai terminato la tua carriera? E a proposito, dove ti rivedi tra 5 o 10 anni: ancora nel mondo dei tuffi o alla ricerca di qualche altra opportunità?

RF: Io resterò sempre nel mondo dei tuffi perché lo adoro davvero tanto, ma ci sono delle cose a parte che voglio realizzare. Sto studiando per laurearmi in Comunicazioni e lavorare poi nei media; ad ottobre, poi, aprirò un’azienda che ho progettato con la mia famiglia, quindi mi tengo davvero occupata; infine, ho anche un blog per un canale sportivo per cui scrivo ogni tanto. In effetti mi mantengo impegnata così avrò la possibilità di scegliere quando smetterò di tuffarmi.

Abbiamo avuto le gare nazionali due settimane fa a Toronto e abbiamo potuto vedere giovani atleti davvero forti che ci hanno dimostrato che imparano velocemente. Non mi sbilancio: a livello tecnico è solo questione di esperienza ed è fantastico sapere che ci sono persone che continueranno la tradizione di successo del Canada.

NI: Essendo i tuffi uno sport che richiede un grande sforzo sia fisico che mentale, quali sono gli aspetti che consideri divertenti in allenamento e/o in gara?

RF: Le gare sono molto più divertenti degli allenamenti! Durante le gare puoi vedere atleti di altre nazioni, puoi imparare qualcosa su di loro e vedere cosa fanno mentre in allenamento si sta principalmente con la propria squadra – anche se anche quello è divertente, perché ci motiviamo a vicenda ogni giorno. Abbiamo una squadra fantastica e ci spingiamo sempre oltre i nostri limiti perché vogliamo vincere e vogliamo essere i migliori, ma comunque andare alle gare vuol dire conoscere gli altri atleti e costruire amicizie internazionali… e poi è lì che viene fuori tutto l’allenamento!

Roseline Filion è nata a Laval, Canada, nel 1987. È una specialista della piattaforma e in particolare della disciplina sincronizzata, in cui partecipa in coppia con Meaghan Benfeito da oltre dieci anni. Rio 2016, per cui ha conquistato il pass recuperando in soli due mesi da una grave frattura a tallone e caviglia, sarà la sua terza partecipazione olimpica: a Beijing 2008 si è classificata settima nella gara sincronizzata dalla piattaforma, a Londra 2012 è giunta decima nella gara individuale e ha vinto la medaglia di bronzo nella gara sincronizzata. Può vantare sei partecipazioni Mondiali consecutive, con tre medaglie, tutte nella gara sincronizzata dalla piattaforma: bronzo a Montreal 2005, argento a Barcelona 2013 e Kazan’ 2015. Nel suo palmares ci sono tre medaglie continentali (argento nella gara sincronizzata ai Giochi Panamericani di Guadalajara 2011, argento nella gara individuale e oro in quella sincronizzata ai Panamericani di Toronto 2015) e tre medaglie ai Giochi del Commonwealth (bronzo nella gara sincronizzata a Melbourne 2006, bronzo nella gara individuale e oro in quella sincronizzata a Glasgow 2014).
È una presenza assidua sui podi dei circuiti FINA Diving World Series/FINA Diving Grand Prix: è la vincitrice delle World Series 2016 nella classifica della piattaforma e medaglia d’argento nella classifica sincronizzata, con quattro medaglie d’argento totali. Nel 2015, oltre a cinque medaglie nelle gare sincronizzate e a sei finali in quelle individuali, che sono valse il secondo posto in entrambe le graduatorie, ha vinto uno storico oro battendo le cinesi Liu Huixia e Chen Ruolin nella tappa di Londra.
Twitter: @roselinefilion. Instagram: roselinefilion.

 

Articolo e traduzione di Noemi I. – Foto di Marta C. – Editing di Carmine M.
Riproduzione permessa sui blog:
“L’Anticommento” (https://anticommento.wordpress.com);
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(Roseline Filion – a sinistra – e Meaghan Benfeito alla cerimonia di premiazione della gara sincronizzata dalla piattaforma ai Giochi Olimpici di Londra 2012, dove hanno vinto la medaglia di bronzo. Fonte: C. Rose)
(Roseline Filion – left – and Meaghan Benfeito at the 2012 Olympic Games, in the medal ceremony for the synchronized platform event, where they took a bronze medal. Source: C. Rose)


This articles series is a collaboration between Anticommento and TuffiBlog, Nicola Marconi’s blog about diving (www.tuffiblog.com). The series isn’t periodic at all – we are “Anti-“, after all! – but we hope to be easy to “digest” for everyone. We are blogs, not newspapers (bless!), so we hope to render our interviews as we planned to: we just talk a little bit with all of you. Anti- style!

Time for negationism is at an end, with the Olympic Games kicking off tonight (but we won’t surrender that easily: unless everything, and we mean EVERYTHING, goes as we dreamt in these four years, Rio 2016 won’t exist!): while you wait for the opening ceremony starting in a few hours (damn timezones!), we offer you one of our anti-interviews with a nice guest, a diver we hope will shine as one of the protagonists in the platform events.

As the last interview, this is a story of perseverance, tenacity and fight to overcome one’s own limits, especially after a serious injury threatening four years of work: thanks to Roseline Filion for offering us her free time at the last Italian Open Championships… have a nice reading!

Noemi I.: You have recovered from a bad injury at the start of this season, and you did showing an impressive strenght: we saw you struggling but still competing with programs with still-starting dives; and then, we saw you snatching your pass for the Olympics with an awesome competition. How did you manage to overcome pain and fears after your injury? Have you ever thought about the worst? How much important was people around you?

Roseline Filion: Well, when I got injured at the beginning I really thought that my season was over, that maybe the Olympics were in jeopardy at that time. I got injured at a competition and I was in a cast for two weeks, you know, walking boot for another four weeks, so I was really out for two months and there was still a spot for Canada that we needed to open; but I was surrounded by an amazing team who helped me recover quick and make sure that I was gonna try to compete at World Cup and… I did! And I stayed positive through the entire time because everybody around me was not worried, they were really motivating me to go through this as well as I could so… it was a really though time but my team around me helped me a lot. (Some babbling from us follows, because we are still astonished because of her lightning-quick recovery and her astounding competitions and scores after the injury.)

I was scared of not going back to my normal me as a diver, but everytime I would dive, I would train I felt more confident, a little better. The ankle was still hurting a little bit but I was able to do everything and keep doing treatments every week. So I did go back to my normal self and even better so I feel really good and now this injury is behind me and I can focus on my training for the Olympics. I’m really happy about that.

NI: As it happens with each and other of the “FAB IV”, you are well supported by sponsorship deals; even if we are sure your statuses aren’t comparable to football or basketball players, but how, and how much this helps you, in both popularity and work?

RF: About popularity… let’s say we’re known in the sport community but we’re not famous. In Montreal sometimes we get recognized on the streets but it’s really rare; it’s fun to be all the four together, we have sponsorships and it’s fun to have a big international company supporting us in Olympic times. It’s flattering and really gives us confidence that people are believing in us and want to help us achieve our dreams. It’s really fun!

NI: Canadian national is part of a long-term project, and we have seen the very same group of athletes representing your country in the last years in two rosters: Alexandre Despatie and Reuben Ross retired, but François Imbeau-Dulac was already in the elite group after them; the same happened with Blythe Hartley and Émilie Heymans before you. So, who should keep an eye on in the next years, maybe even after your career? And besides, where do you think you’ll be in the next 5-10 years: still in the diving world or looking for some other opportunities?

RF: I will always stay involved in diving because I love it so much but there’s definitely things that I want to achieve as a non-diver. I’m going to school in Communication to finish my degree and work in the media, and also I’m starting a business with my family that’s going to open up in October so I’m keeping myself really busy; I have a blog at home too that I’m working on for a sports channel so I’m writing for them from time to time. So yeah, I keep myself busy so I can have stuff to choose from when I’m done diving.

We had our Nationals two weeks ago in Toronto and we saw amazing young divers there, proving that they’re learing really fast and they’re getting there and they’re really strong. I don’t want to commit myself, technically it’s just a matter of experience and it’s exciting to see there’s people after that are going to continue the success tradition in Canada.

NI: Since diving is a sport that requires a big effort both mentally and phisically, is there any funny aspect during trainings and/or competitions?

RF: Competition is way more fun than practice! During competitions you get to see everyone from different countries, learn about them, see what they’re doing… but training is mainly being with my team and motivating each other everyday so that’s really fun. We have an amazing team together, the boys and the girls everyday and it’s difficult… we are always pushing ourselves to the limit because we wanna win, we wanna be the best but competitions mean seeing everyone, making friends internationally and it’s where all the training comes out.

Roseline Filion was born in Laval, Canada, in 1987. She is a platform diver, standing out in the synchronized events with Meaghan Benfeito since 2005. She has recovered from a bad ankle injury in two months and won an Olympic pass for Rio 2016, which will be her third Olympic participation: she has been in seventh place in 2008 in the synchronized platform event, while in 2012 she has been tenth in the individual event and bronze medalist in the synchronized event. She has taken part in six consecutive World Aquatics Championships, from 2005 to 2015, with three medals in the synchronized events: she won a bronze medal at 2005 Worlds in Montreal and two silver medals back to back at 2013 Worlds in Barcelona and 2015 Worlds in Kazan’. She has won three medals in the Pan American Games: a silver medal in the synchronized event at Guadalajara 2011, a silver medal in the individual event at Toronto 2015, and a gold medal in the synchronized event in the same Pan Am; she has won three medals as well at the Commonwealth Games.
She is a frequent medal winner in the FINA Diving World Series/FINA Diving Grand Prix circuits: she is the 2016 World Series winner in the platform ranking and runner-up in the synchronized platform ranking, with four silver medals as a grand total. In 2015 she won five medals out of six in the synchronized platform events (second place overall), she has always qualified for the finals in all the legs (second place overall) and she won a historic gold medal overcoming Chinese divers Liu Huixia and Chen Ruolin in London.
Twitter: @roselinefilion. Instagram: roselinefilion.

By Noemi I. – Photo: Marta C. – Translation: Noemi I. – Editing: Carmine M.
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