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Prosegue il nostro ciclo in collaborazione con TuffiBlog, il blog di Nicola Marconi (www.tuffiblog.com), dalla cadenza assolutamente non regolare – siamo pur sempre Anticommento! – e, speriamo, dalla digeribilità assicurata. Conoscete il formato, sapete che siamo due blog e non due testate giornalistiche (ringraziando il Signore), quindi speriamo che traspaia la vera intenzione di queste interviste: fare quattro chiacchiere con persone deliziose. In vero stile Anti.

Sin da quando l’idea delle interviste “Keep Calm and l’Anticommento” ha preso forma, Martin Wolfram era nella mia personalissima lista (non solo mia, o qualcuno si arrabbia). Tra infortuni e comeback, tuttavia, bisognava trovare il tempismo esatto per non disturbare ed ottenere il meglio e far così apparire anche lui sulle pagine di Anti. Il momento è arrivato durante il FINA Grand Prix di Bolzano, svoltosi a luglio 2016 (intervista concordata un mese prima agli assoluti estivi tedeschim dove Martin si è aggiudicato l’argento a seguito di una super gara dalla piattaforma). L’essere accampate a lido di Bolzano per 3 interi giorni ci ha dato inoltre la possibilità di organizzarci alla “quando hai tempo, passa da noi” e di giocare così alle giornaliste (a onor di cronaca, ci ha prima chiesto perché mai avessimo scelto lui e se l’intervista era anche video).

In compagnia di N, che si è occupata anche del supporto fotografico, ho dunque fatto una piacevole chiacchierata con Martin, avendo così la possibilità di dar voce alla sua storia e alla sua forza di volontà che lo ha spinto a non arrendersi mai e a tornare alla grande dai 10m, la sua disciplina. Il tutto senza fare drammi pubblici come fanno in molti dopo un infortunio, o peggio, decidendo di lasciar perdere perché la piattaforma diventa improvvisamente il nemico.

Qui di seguito, nel nostro piccolo, noi di Anti abbiamo deciso di dar voce a colui che, a Rostock 2015, fece piangere di gioia come due fontane F ed M (e no, non siamo facili alle lacrime), sperando vi sia in qualche modo di ispirazione.

Federica G.: Dresda si sta rivelando un polo sempre più in ascesa (a parte Sascha, troviamo te, Tina Punzel e le new entry Timo Barthel e Louisa Stawcynzski). A cosa pensi sia dovuta questa recente affermazione in campo nazionale? Pensi che i successi delle singole polisportive contribuiscano a creare interesse e a portare nuove iscrizioni o per questo è necessario un maggior sforzo della federazione volto a promuovere maggiormente il movimento tuffistico?

Martin Wolfram: (ride) è una domanda davvero lunga… Dresda ha sempre avuto una tradizione di ottimi tuffatori, in particolare piattaformisti. Dopo il ritiro di questi atleti, c’era bisogno di gente nuova, giovane, e io ero tra di loro. Sono molto contento di avere Sascha con me sempre pronto a spronarmi e a portarmi sul tetto del mondo. Ad essere precisi, è proprio grazie a Sascha e al suo allenatore (Rozenberg, ndT) che Dresda é recentemente diventata così forte e importante. I tuffi non sono uno sport di rilievo in Germania, ottenere uno sponsor non è cosa facile, di conseguenza, i singoli club possono aiutare a cambiare la situazione e forse, grazie a noi piattaformisti (DSC, ndT), le cose stanno andando nella giusta direzione, o, perlomeno, spero siamo in grado di poter dare una mano in questo senso.

FG: Il 2012 e 2013 ti hanno visto, purtroppo, protagonista di 2 gravi infortuni alle spalle. A fine 2015 il fastidio è tornato a manifestarsi, questa volta alla schiena. Come conseguenza a questi problemi fisici, non hai potuto allenarti e gareggiare dalla piattaforma per parecchio tempo. Nonostante ciò, anziché rimanere fermo come succede in molti altri sport, hai saputo reinventarti dal trampolino, vincendo l’argento dal metro a Rostock 2013 e diventando campione invernale tedesco dai 3 metri nel 2015 (lo stesso anno in cui sei diventato campione europeo dalla piattaforma). Sono risultati da non sottovalutare, soprattutto durante un infortunio, e riteniamo un peccato il fatto che, non essendo i tuffi un cosiddetto sport d’élite, non si sia mai parlato della tua storia – storia che, secondo noi, andrebbe presa ad esempio, dal momento che si è sempre in cerca di modelli di riferimento quando si tratta di rimettersi in sesto e tornare al top. A tal proposito, cosa/chi ti ha dato la motivazione/la forza di continuare a tuffarti nonostante i tuoi infortuni? Com’è stato pianificato il tuo percorso di riabilitazione?

MW: Dopo la lussazione della spalla destra a Londra2012, mi ci sono voluti sei mesi per tornare ai tuffi, anche se solo dal trampolino da 1 metro. È stato abbastanza difficile poiché nessuno mi aveva detto che ce l’avrei fatta, mi ripetevano che c’era sì la possibilità, ma nessuno mi ha mai detto “vai tranquillo, nessun problema”. Il percorso è stato in salita, ma sapevo di avere del talento per questo sport e non avevo alcuna voglia di mollare. Mi sono dato un’opportunità e sono così diventato medaglia d’argento agli europei del 2013. Ero ovviamente molto felice, ma sapevo anche che avrei potuto tentare di nuovo da 10 metri. Dopo un intervento, questa volta alla spalla sinistra, non ho voluto comunque arrendermi, tenendo anche conto che ero ancora in tempo per le Olimpiadi e per ottenere un pass, ed è andata bene. È stata una sensazione incredibile diventare campione europeo dalla piattaforma a Rostock ed è alquanto raro, dopo due gravi infortuni, tornare a gareggiare e vincere la medaglia d’oro. Non so esattamente cosa o chi mi ispiri, so solo che dentro di me sapevo che era possibile, ho continuato a lottare e la sensazione si è dimostrata valida.

FG: Rio 2016 sarà il giro di boa per molti atleti e molto probabilmente l’ultima gara del sincro Hausding-Klein. Questo comporta un’ampia perdita per la nazionale tedesca che da questa disciplina raccoglie successi internazionali da 9 anni. Patrick si è detto favorevole a continuare dalla piattaforma, a patto che gli venga affiancato qualcuno con già il programma completo. Hai pensato di candidarti, o meglio la DSC ha pensato magari di affiancarti a Timo? (Nota: La domanda è stata preparata prima che venisse resa nota la sostituzione di Sascha da parte di Martin nel synchro 10 metri al Grand Prix. No, le nostre doti di preveggenza non funzionano con i numeri del Lotto.)

MW: Come abbiamo visto ieri (15.07.2016, FINA Bolzano Grand Prix), sono in grado di effettuare i tuffi, ma abbiamo bisogno di allenamento per diventare una vera coppia synchro. Tuffarsi al fianco di Patrick per la prima volta è stata un’ esperienza particolarmente interessante, e forse questa potrebbe essere la nuova coppia per gli anni a venire. Certo, per me il confronto con Sascha non è affatto facile, ma darò il mio meglio (ride). Approfitteremo dei collegiali per allenarci assieme. Certo, Timo sarebbe probabilmente la scelta più azzeccata, è più alto di me e può saltare più in alto, ma voglio provarci e vedere cosa succede. I tuffi sincronizzati sono certamente un’opzione aperta per me, in Germania sono una disciplina molto importante e rappresentano una chance di finire sul tetto del mondo, perciò, perché non provarci?

FG: Essendo i tuffi uno sport che richiede un grande sforzo sia fisico che mentale, quali sono gli aspetti che consideri divertenti in allenamento e/o in gara?

MW: Hai bisogno di divertirti, per mantenerti in carreggiata dal momento che i tuffi richiedono un ampio dispendio di concentrazione. Se non trovi il modo di affrontare il tutto con divertimento finisci con lo smettere dopo poco tempo. Ci divertiamo tutti assieme, lo spirito di squadra è ciò che ci aiuta mentre ci alleniamo.

Martin Wolfram è nato a Dresda, in Germania, nel 1992. È un tuffatore specializzato nella piattaforma, ma con ottimi risultati anche dal trampolino. Rio 2016 costituirà la sua seconda partecipazione ai ai Giochi Olimpici, dopo l’ottavo posto in finale a Londra 2012 dalla piattaforma. A causa dei suoi infortuni, può vantare una sola partecipazione ai Campionati Mondiali, con un ottavo posto dal trampolino 1 metro a Barcellona 2013. Nel 2015 è medaglia d’oro ai Campionati Europei di Rostock dalla piattaforma, e nel 2013 è medaglia d’argento dal trampolino 1 metro nella stessa città. Ha conquistato tre medaglie di bronzo e una medaglia d’argento nel circuito del FINA Diving Grand Prix.
Instagram: martin_wolfram.

 

Articolo di Federica G. – Foto di Noemi I. – Traduzione & editing di Federica G., Marta C.
Riproduzione permessa sui blog:
“L’Anticommento” (https://anticommento.wordpress.com);
“TuffiBlog” (http://www.tuffiblog.com).


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(Martin Wolfram conquista la sua prima medaglia d’oro europea ai Campionati di Rostock 2015, dove è primo classificato nella gara dalla piattaforma. Fonte: Marta C.)
(Martin Wolfram wins his first European gold medal at the 2015 European Diving Championships in Rostock, in the platform event. Source: Marta C.)


This articles series is a collaboration between Anticommento and TuffiBlog, Nicola Marconi’s blog about diving (www.tuffiblog.com). The series isn’t periodic at all – we are “Anti-“, after all! – but we hope to be easy to “digest” for everyone. We are blogs, not newspapers (bless!), so we hope to render our interviews as we planned to: we just talk a little bit with all of you. Anti- style!

Since we came up with the idea of “Keep Calm and l’Anticomment” and started to organise our interviews, Martin Wolfram was on my list (and not only mine!). However, between his injuries and his already planned comeback, we needed to find the perfect timing in order to get the most out of it and host him on the pages of Anticommento without bothering anyone. Luckily I had the chance, during the German national championships in June, to ask Martin if he wanted to be interviewed. The chosen event for the interview was the FINA Grand Prix in Bozen, being there for 3 entire days gave us the chance to tell Martin that he could just show up by us whenever he had the time. So, along with N, who took the pictures, I had a pleasant chat with Martin, and this gave me the opportunity to give voice to his story and his willpower that pushed him not to ever give up and to come back from the platform, his discipline.

And Martin did this without any big public announcement like many athletes do after an injury. Many even decide to give up on the platform, but luckily this wasn’t Martin’s case.

So with this interview, in our own small way, we decided to give voice to the person who, at the European Championships in Rostock 2015, made F and M cry with happiness (and we don’t cry easily), and we hope this will inspire you somehow.

Federica G.: In the last few years Dresden became always more relevant on the German diving scene (besides Sascha, we find you, Tina Punzel and the younger ones Timo Barthel and Louisa Stawczynski). Why do you think is this happening now? Do you think the success of the single clubs, both nationally and internationally, play a key role in creating interest and bring new enrolments or the Federation (DSV) needs to make a bigger effort to promote this sport?

Martin Wolfram: (laughs) It’s a very long question… Dresden had always some good divers, especially from paltform,after all these divers quitted diving, it was time to get some new, younger, divers and I am one of them. I am very happy to have Sascha by my side, who push me to practise and brought me on top of the world. It is actually because of Sascha and his coach (Rozenberg, ndT) that Dresden became recently so good and so powerful.

Diving is not a big sport in Germany, it is really difficult to get a sponsor. Single clubs can change this and with us on platform we (DSC) maybe helped to get there, or well, I hope we will help and give our contribution.

FG: You went through two serious injuries both in 2012 and 2013. Usually an injury means a long stop but in your case, even though you couldn’t compete from the platform, you reinvented yourself somehow from the springboard, and managed to win a silver medal at the European Championships in Rostock in 2013 from 1m. You also became the 3-meter German champion in 2015, the same year you became European champion from the platform. We find incredible what you did and it’s unbelievable that, since yours in not one of the so called “elite sport” your story has never been told. This is a pity, especially because we can always use a positive example that can teach a thing or two about getting back on track. Speaking of which, who/what gave you the motivation/the strength to continue diving despite your injuries? How was your rehabilitation path organised?

MW: Well, after my shoulder dislocated in London 2012 it took me half an year to come back only from the 1m springboard. It was really difficult because no one believed it was possible, everyone said it COULD be possible but nobody actually told me it was going to be easy. So, it was pretty difficult but I knew I had some talent for this sport, I didn’t want to quit so, I gave it a try and well, I became a silver medalist at the European Championships back in 2013.  I was happy and I knew I could make it and get back on top from the 10 meters. After another surgery to my left shoulder I did not want to stop fighting, I knew there was still enough time in order to be back for the Olympics and I wanted to try (to get a spot) and it was successful. It was incredible for me to win an European Championship, it is quite unusual to have 2 severe injuries and come back with a gold medal. It was such an incredible feeling for me. I do not know what or who inspires me…I just knew in my head it was possible, so I kept fighting for it and it turned out as a success (laughs).

FG: After Rio 2016 a large number of athletes will retire and it will probably be the last time we will see Hausding and Klein compete together from platform. For the German team this surely means a loss in both achievements and quality, as, during the last 9 years they  proved to be one of the best synchro pair in the world. Patrick recently said he would continue with the 10m sy, as long as he can compete with someone who has already a dive list with high DD. Have you ever thought about it, or did the DSC proposed you and Timo to compete together, since you both train in the same city? (Note: The questions were ready before we knew that Martin would replace Sascha in the sy 10m event at the Grand Prix. No, we are not this good at guessing the lottery numbers.)

MW: As we saw on yesterday (15.07.2016, FINA Bolzano Grand Prix), I am indeed able to perform the dives, but we need to practice in order to be a real synchro pair. It was a really interesting experience to dive with Patrick for the first time and maybe this could be the new synchro pair for the next years. I mean, it is really difficult to compare myself to Sascha, but I will give my best (laugh). We will train during some training camps, maybe Timo is a better choice, because he is taller than me and he can jump higher but I think we will give it a try and see what comes from it. Synchronised diving is definitely an option for me, in Germany it is a big thing, so it is an important chance for me in order to get on top of the world, so why do not give it a try?

FG: Since diving is a sport that requires a big effort both mentally and phisically, is there any funny aspect during trainings and/or competitions?

MW: Well, you need fun to stay on track, because you need to concentrate so much for every dive and if you do not have fun, it does not make sense and you will soon quit diving. We have fun all together, so the team spirit is what helps you while you do this.

Martin Wolfram was born in Dresden, Germany, in 1992. He is a platform diver with good results in springboards events as well. Rio 2016 will be his second Olympic participation after an eighth place in the platform event at London 2012. Because of his injuries, he has been just once at the World Aquatics Championships, with an eighth place in the 1m springboard event at Barcelona 2013. He is the 2015 gold medalist at the European Diving Championships in Rostock in the platform event, and the 2013 silver medalist at the European Diving Championships in the same city. He has won three bronze medals and a silver medal at the FINA Diving Grand Prix series. He has won two gold medals and a bronze medal at the 2007 Junior European Diving Championships in Trieste.
Instagram: martin_wolfram.

 

By Federica G. Photo: Noemi I. Translation & Editing: Marta C., Federica G.
Published on the following blogs:
“L’Anticommento” (https://anticommento.wordpress.com);
“TuffiBlog” (http://www.tuffiblog.com).