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Come sempre, i titoli dei nostri pronostici fanno riferimento ad alcolici. La ricetta del cocktail Sweet Louise, scelto in questa occasione in onore della tedesca Louisa Stawczynski? 1 frutto della passione, 4 parti di vodka aromatizzata al lampone, 2 parti di Disaronno, 2 parti di Chambord (liquore al mirtillo), 3 parti di succo di lime e 1 parte di granatina, 1 cubetto di ghiaccio. Guarnire con mirtilli. Secondo la Diffords’ Guide, “molti sapori contrastanti, ma in fondo è una brava ragazza”.

Trovate i nostri pronostici sulle gare sincronizzate nel post di ieri!


TRAMPOLINO 1 METRO MASCHILE

PODIO: Matthieu Rosset (Francia), Illya Kvasha (Ucraina), Giovanni Tocci (Italia)

OUTSIDER: Evgenii Novoselov (Russia), Oleg Kolodiy (Ucraina), Andrea Chiarabini (Italia)

L’ANTICOMMENTO: DSV merda, te e il pongo-regolamento

L’intero Anticommento è in lutto per la mancata convocazione di Rüdiger (non quello che gioca nella Roma, bestiole!) e del suo 5152B, ma siamo persone professionali e commenteremo con serietà anche questa. D’altronde, al pongo-regolamento della DSV ormai ci siamo un po’ abituati e abbiamo smesso di farci domande. (Utile comunque vincere gli assoluti e poi rimanere a casa, quando comunque un posto libero in squadra dal metro c’è.)

Seidel è al debutto tra i “big”, e si è fatto notare, oltre che in patria, lo scorso anno a Baku ai Giochi Europei. Noi di Anticommento ve lo avevamo già segnalato (proprio assieme a Rüdiger) dal famoso incidente della “maledizione di Dresden” del dicembre 2013. È ancora acerbo, ma per i suoi 19 anni ha comunque un programma di tutto rispetto. Escluso invece Homuth, bronzo agli Europei 2013 e poi finito in una spirale di non ritorno.

Kvasha tuttofare ha imparato da Berlino 2014 che probabilmente non è un vantaggio lasciare agli altri il gusto di tuffarsi dal tanto snobbato metro (al solo pensiero che per le Olimpiadi si spinga in direzione del circo-sincro misto ci sale l’istinto omicida). Forte dell’argento a Kazan proprio in questa disciplina, l’ucraino è pronto a mettersi sulla strada della riconferma di Rosset.
Speranze italiane riposte in Tocci, ma non aggiungiamo altro, anzi, siamo già pronti con gli scongiuri dopo quest’affermazione.
In agguato Novoselov, o almeno, ci va di tenerlo in conto questa volta, dopo che lo abbiamo snobbato del tutto a Rostock 2015, e lui per ripicca ha sbugiardato i nostri pronostici, prendendosi un argento (i misteri e la follia degli Europei dell’anno scorso!). Anche Kolodiy, nonostante il nostro sommo disgusto, potrebbe dire la sua e confermare il bronzo di Rostock.


TRAMPOLINO 3 METRI MASCHILE

PODIO: Patrick Hausding (Germania), Ilja Zakharov (Russia), re dei Goblin Jack Laugher (Gran Bretagna)

OUTSIDER: Illya Kvasha (Ucraina), Matthieu Rosset (Francia)

PIÙ OUTSIDER: Evgeni Kuznetsov (Russia), Martin Wolfram (Germania)

L’ANTICOMMENTO: #MARTIN

Momento papiro, questa è la vera gara regina! Dopo il pieno di medaglie in casa a Berlino 2014, in quel di Rostock lo scorso anno Hausding si è dovuto accontentare di un bronzo nel sincro assieme a #whereisstephan e assistere alla doppietta francese con Rosset da entrambi i trampolini. La sfida quest’anno è di nuovo aperta con il francese che ha alzato i coefficienti (sul rendimento però, bisogna ancora vedere) mentre Paddy per fare lo sborone non resta certo alla finestra e cala l’asso nella manica, quel 307B che solo lui al momento porta in programma, andando così a creare la sua serie più difficile finora (ricordiamo infatti, oltre al 307B il 5156B e il 5355B).
Grazie a della roba buonissima (o pessima, a seconda del punto di vista) che gira in quel di Londra, questa finale si terrà a pochi minuti di distanza da quella del sincro piattaforma che vedrà per l’appunto Hausding nuovamente in azione e alla ricerca, assieme al compare Klein, del 9° sigillo d’oro in carriera.

Da verificare forma e rendimento dei russi. Quattro anni fa qua, alle Olimpiadi, fu oro per Zakharov in questa stessa disciplina. Ne è passata di acqua sotto i trampolini da quel giorno e il campione olimpico in carica è forse quello più in cerca di conferme. A ruota lo segue il connazionale Kuznetsov, recentemente un po’ troppo impegnato a farsi crescere le tette, invidioso di quelle di Dolgov.
Assolutamente da tenere in considerazione l’ucraino Kvasha che ha fatto dell’eleganza, della costanza e dei mille cerotti sulla schiena il suo punto di forza. Da verificarne la forma fisica, soffre di dolori alla schiena e quest’anno alle World Series si è presentato con un programma dai DD più bassi proprio per evitare affaticamenti.

Il nostro inglese preferito (credici) subito dopo Daley, Laugher, si presenta agli Europei dopo la partecipazione a tutte le tappe delle World Series senza essere riuscito ad andare sul podio neanche una volta (nell’ultima a Kazan neanche in finale). Ha sicuramente dalla sua il fatto di essere in casa, senz’altro le urla ultrasoniche delle fanz dei britannici riusciranno a confondere i giudici (o ad ucciderli per direttissima). Scherzi a parte, per motivi a noi sconosciuti – tenendo conto della sua totale assenza di grazia e le sue punte, degne di Lin Yue – l’inglese in campo internazionale riesce sempre a ricevere qualche imbeccata e sappiamo per esperienza, purtroppo, che perfino i centesimi, quelli piccoli piccoli, possono fare una grande differenza.

Si accoda in fondo al gruppo di cui sopra il tedesco Wolfram. Costretto di nuovo a scendere dalla piattaforma per motivi fisici, il campione europeo da 10 non potrà difendere il suo titolo quest’anno, ma è comunque determinato a dire la sua. Ai campionati assoluti tedeschi si è portato infatti a casa un oro e un argento, inserendo in programma il famoso 5337D che quest’anno va tanto di moda.

Per quanto riguarda i nostri due atleti in gara, Chiarabini e Benedetti, la finale è tutto sommato decisamente alla portata, ma, visti i coefficienti e la concorrenza, le speranze di piazzamenti importanti sono pochine (ma sai mai).


PIATTAFORMA MASCHILE

PODIO: Thomas Daley (Gran Bretagna), Sascha Klein (Germania), Victor Minibaev (Russia)

OUTSIDER: Maksim Dolgov (Ucraina), Nikita Shleikher (Russia)

PIÙ OUTSIDER: Vadim Kaptur (Bielorussia)

L’ANTICOMMENTO: la piattaforma europea al minimo storico di partecipanti e di rilevanza…

Dopo aver snobbato gli Europei per quasi la sua intera carriera, l’idolo di casa torna sulla scena del delitto, nella stessa piscina in cui, durante le Olimpiadi del 2012, tirò fuori una sceneggiata degna dell’Oscar presente nella bacheca del suo fidanzato, e chiese di ripetere un tuffo poiché i flash dei fotografi lo avevano distratto in fase di esecuzione (Grant Nel all’ultima Coppa del Mondo non s’è inventato nulla, insomma!). L’Aquatics Center pullulerà di Directioner e affini pronte a strillare (non chiamiamolo tifo, per favore) per lui e il colpaccio potrebbe, ahinoi, probabilmente riuscire.

La Russia, dal canto suo, ha già messo pressione al povero Minibaev, affermando per bocca dei suoi dirigenti di aspettarsi da lui nient’altro che l’oro, mentre Sascha, al solito si fa i cazzi suoi e aspetta tutti al varco, dall’alto della sua età (che non dimostra!). Battute a parte (è stato lui stesso a scherzarci su l’anno scorso quando lo abbiamo intervistato, se lui può possiamo anche noi e voi MUTI), il tedesco è l’unico che non deve dimostrare assolutamente nulla, quindi il fattore pressione gioca decisamente a suo favore.

Assente Auffret, da tenere d’occhio restano Dolgov (non fatevi distrarre dalle sue tette in topless) e il giovine Nikita Shleikher, che già in passato vi avevamo segnalato dalle nostre pagine (e noi raramente ci sbagliamo). A 18 anni ancora da compiere, il russo è sicuramente ancora acerbo, ma quest’anno, grazie alle World Series, ha avuto modo di fare rodaggio… e ha la stessa serie di Minibaev. Un passo più indietro per il semprebrutto sempreverde Kaptur. Siamo curiosi di vedere a che punto è l’armeno Sargsyan: i coefficienti sono dalla sua parte, ma probabilmente non è ancora pronto a fare il grande exploit.

I nostri dovrebbero entrare facilmente in finale, ma solo perché gli iscritti sono pochi e i less relevant sono più degli eliminati.


TRAMPOLINO 1 METRO FEMMINILE

PODIO: Tania Cagnotto (Italia), non ce ne frega una mazza del resto

FIGURANTI NECESSARIE PER IL PODIO: Olena Fedorova (Ucraina), Nadezhda Bazhina (Russia)

ALTRE POPOLANE: Hanna Pysmenska (Ucraina), Uschi Freitag (Olanda), Kristina Ilinykh (Russia), Louisa Stawczynski (Germania), Elena Bertocchi (Italia)

L’ANTICOMMENTO: non avrai altra dea all’infuori di Tania

I know when you were little girls
You dreamt of being in my world
Don’t forget it, don’t forget it
Respect that, bow down bitches
Bow down bitches, bow bow down bitches
Bow down bitches, bow bow down bitches
B-town vicious, B-B-town vicious
I’m so crown, bow bow down bitches
(Beyoncé, Bow Down)

Tania, con un magnifico oro mondiale al collo, si abbassa comunque a fare una gara in mezzo a tutte ‘ste trucide contadine, giunte dai vari angoli di Europa con la consapevolezza che, per vedere l’oro, tocca attendere l’anno prossimo – ma solo perché la nostra connazionale ha deciso che s’è fatta ‘na certa, altrimenti potevano continuare a fischiare, come si addice alle loro nobili origini.

Nel mulino che vorremmo, Louisa davanti a Selfie; così, per farsi quattro risate e sentirla lamentarsi che oh, a lei mica la portano mai da qualche parte (Louisa è raccomandata e va a Belek). Louisa, per gli amici Stocazzo, a causa del suo impronunciabile cognome (non che da scrivere sia più facile, eh!) che ricordiamo essere SBONZORED by Anticommento… insomma, un altro di quei nomi che vi diciamo da un po’ di tempo di segnarvi e che non a caso è al secondo Europeo da neodiciottenne.

(No, non crediamo che pronostici così li possiate trovare a tre euro al mazzo, come dei friarielli qualunque.)


TRAMPOLINO 3 METRI FEMMINILE

PODIO: Tania Cagnotto (Italia), Tina Punzel (Germania), Kristina Ilinykh

OUTSIDER: Olena Fedorova (Ucraina), Anastasiia Nedobiga (Ucraina), Rebecca Gallantree (Gran Bretagna), Maria Marconi (Italia)

PIÙ OUTSIDER: Nora Subschinski (Germania), Grace Reid (Gran Bretagna)

L’ANTICOMMENTO: potremmo scrivere un commento molto simile a quello del metro, ma saremo meno cattivi e cercheremo di fare un’analisi seria a questa gara, nonostante, rispetto al resto del mondo tuffistico, noi non siamo ancora pagati per scrivere #tufflife

Ci privano della gara per la fronte più spaziosa: niente Bazinga per la Russia, che d’altronde non aveva particolarmente brillato fra Europei e Mondiali lo scorso anno (BAZINGA FACCE IL 107B!) , ma comunque sostituita da una che è più sega di lei, a quanto pare. Well done, madre patria Russia! Da tenere d’occhio, invece, l’altra russa Ilinykh, sicuramente più costante delle sue compari.

La tedesca Punzel, con risultati un po’ altalenanti in carriera, può sempre e comunque dire la sua: tra quelle in lizza è di sicuro quella più in cerca di riscatto e di conferme. Esplosa a Rostock 2013, non ha poi trovato la tranquillità e la stabilità necessaria per continuare a essre vincente da 3 metri. O la va o la spacca(no) (Buschow se l’è già bevuta post Kazan).

Sempre sul fronte teutonico Subschinski, reduce da ottimi risultati in patria a gennaio, è comunque condizionata da dolori fisici. Oltre al famoso problema che la tenne ferma a lungo qualche anno fa, in quel di Lipsia, a dicembre, la sua spalla aveva stretto una lunga amicizia con la sacca del ghiaccio. Altra che può dire la sua se i guai fisici le danno finalmente un po’ di pace è la nostra Maria, che combatte da inizio anno con la schiena ma che si è presa di forza la terza qualificazione olimpica sedici anni dopo Sydney e otto dopo Pechino. L’altra veterana Fedorova e la sua compagna di squadra Nedobiga in agguato su errori altrui, a meno che non ne compiano loro per prime qualcuno, opzione plausibile quando sono in giornata “no”.

Possibili sorprese, anche se non per le medaglie, potrebbero arrivare dalla mini britannica Gracie Reid, la meno peggio che gli scout di sua Maestà siano riusciti a trovare negli ultimi anni, e dalla svizzera Favre, la miglior promessa di un paese con tradizioni tuffistiche scarsine.

I know when you were little girls
You dreamt of being in my world
Don’t forget it, don’t forget it
Respect that, bow down bitches
Bow down bitches, bow bow down bitches
Bow down bitches, bow bow down bitches
B-town vicious, B-B-town vicious
I’m so crown, bow bow down bitches
(Beyoncé, Bow Down)


PIATTAFORMA FEMMINILE

PODIO: Tonia Couch (Gran Bretagna), Yulia Prokopchuk (Ucraina), Laura Marino (Francia)

OUTSIDER: Ekaterina Petukhova (Russia), Noemi Batki (Italia), Maria Kurjo (Germania), Yulia Timoshinina (Russia)

L’ANTICOMMENTO: SPANNEND! (la traduzione ve la cercate da soli)

La paladina di tutti i vacanzieri del mondo, Tonia “Gnafò” Couch, è sicuramente lanciatissima verso l’oro in casa, dal momento che 1) sarà pompatissima dalla giuria casalinga, e 2) fa lo sforzo di partecipare, in effetti andrebbe premiata.

Seguono le due che si sono giocate l’oro a Rostock – la Marinò, in testa fino all’ultimo tuffo l’anno scorso, probabilmente se lo sogna ancora la notte; è da vedere quale delle due gemelle Prokopchuk è stata portata in terra inglese, dal momento che anche lei fa parte del club psicotiche: Giuliana è capace di orrori e Yulia di meraviglie, e tutto nella stessa giornata.

A proposito di gemelle buone e gemelle cattive, la Batki non è al top della forma fisica e in più ha da qualche mese problemi con l’avvitamento, tanto da averlo eliminato anche dal sincro misto durante le World Series. Se dimostrerà di averli risolti, può tranquillamente dare un altro dispiacere alla mangiarane. 

Problemi di tenuta mentale anche per le russe Petukhova e Timoshinina, che devono dimostrare di non essere finite nel vortice di autodistruzione che ha coinvolto l’intera squadra femminile russa dopo il flop colossale in Coppa del Mondo (Petukhova si è qualificata a stento da quindicesima, nel sincro sono state sbattute fuori dalle Olimpiadi da Stati Uniti e Messico…). Anche la Kurjo alla porta: la regina della piattaforma (copyright M) è pronta ad approfittare di qualsiasi errore altrui.