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Prosegue il nostro ciclo in collaborazione con TuffiBlog, il blog di Nicola Marconi (www.tuffiblog.com), dalla cadenza assolutamente non regolare – siamo pur sempre Anticommento! – e, speriamo, dalla digeribilità assicurata. Conoscete il formato, sapete che siamo due blog e non due testate giornalistiche (ringraziando il Signore), quindi speriamo che traspaia la vera intenzione di queste interviste: fare quattro chiacchiere con persone deliziose. In vero stile Anti.

Quest’introduzione sarebbe stata destinata ad essere semplicemente un’ode all’esistenza di Patrick Hausding e al suo essere Patrick Hausding. Tuttavia, io ed M abbiamo deciso di non tediarvi ulteriormente con il nostro culto e lasciare che sia l’intervista stessa a parlare per sè. Certo è che non smetteremo mai di ribadire quanto abbia contato per noi tutto ciò, non tanto per il materiale in sé, quanto per il clima in cui tutto si è svolto.

Detiene l’attuale record di medaglie europee (23, conquistate in appena sette edizioni dal 2008 a oggi), è campione mondiale dal sincro piattaforma (Barcellona 2013), eppure, nessuno dei media italiani (cartacei, online, audiovisivi) ha mai sentito la necessità di scambiare quattro parole con l’atleta che più di tutti incarna l’essenza dei tuffi da qualche anno a questa parte. Noi di Anticommento abbiamo deciso di ovviare a questa mancanza e di intervistare Patrick, portandoci a casa quello che consideriamo, senza troppi giri di parole, il nostro colpaccio!

Calcolando lo scarsissimo preavviso dato per l’intervista e l’immediata disponibilità da parte di Patrick, ci domandiamo ancora cosa abbia impedito ad altri di intervistarlo prima di noi che, come amiamo ripetere, non siamo certo una testata giornalistica. Eppure, il nostro lavoro ha sicuramente più valore di quello di molti altri appartenenti, per un motivo o un altro, alla categoria “giornalisti”.

Non ci resta che ringraziare Patrick per la disponibilità e la professionalità dimostrata e per averci strappato più di una risata durante l’intervista – fornendoci anche qualche spunto polemico.

(E SAPPIATE CHE SE DOVESSIMO TROVARE QUESTA INTERVISTA RIPRODOTTA ALTROVE SENZA CREDITS, MI COSTRINGERETE A VENIRE PER STRAPPARVI IL CUORE NEL SONNO!)

Federica G.: Negli ultimi anni sono state introdotte gare come il sincro misto e i tuffi dalle grandi altezze, nel tentativo di incuriosire e attirare maggiore seguito. Credi che queste novità possano funzionare? Cosa proporresti per far sì che più gente si interessi ai tuffi?

Patrick Hausding: I tuffi dalle grandi altezze fanno bene al movimento perché hanno un grande sponsor, la Red Bull, e possono attirare un gran numero di spettatori come a Barcellona così come a Kazan e insomma un po’ ovunque. Il Red Bull Cliff Diving è un grande evento. Il sincro misto, beh… (ride) dal mio punto di vista non è una disciplina che può avere dell’appeal, semplicemente perché è impossibile tuffarsi in maniera sincronizzata quando hai un atleta maschio e una femmina, c’è un’ampia differenza di forza, spinta e tecnica. Si finisce così per usare le dive list femminili, perché le ragazze non effettuano nessun tuffo “maschile”. I ragazzi, in compenso, non sentono la necessità di dover effettuare tuffi a più alto coefficiente, quindi, alla fine, si tratta solo di un altro sincro femminile. Stessa cosa dalla piattaforma. Non puoi inserire tuffi troppo difficili perchè gareggi assieme ad una ragazza. Non è nulla di personale, semplicemente è qualcosa che reputo incompatibile per ovvie ragioni fisiche.

I tuffi dalle grandi altezze sono perlopiù intrattenimento. Certo, devi eseguire tuffi ben diversi da quelli che si eseguono dalla piattaforma da 10 metri, ma non devi essere perfettamente preparato, o giungere alle competizioni in forma perfetta. Come disciplina è in continua evoluzione, soprattutto rispetto a come era agli inizi, e il mio rispetto nei suoi confronti sta aumentando.

FG: La Germania è innegabilmente tra le nazioni più forti in questo sport, insieme a Cina, Russia e Messico. Se potessi prendere in prestito qualcosa da loro, cosa sceglieresti?

PH: Dalla Cina prenderei in prestito i soldi, e anche dal Messico. In Cina hanno impianti in pratica in ogni città, dal momento che considerano i tuffi alla stregua del calcio qui in Germania. Per questo motivo, ci sono un sacco di bambini e bambine là che vorrebbero diventare dei grandi tuffatori. Tuttavia, il rovescio della medaglia in questo caso sta nel fatto che molti di questi bambini sono costretti a fare questo sport e quando non riescono a raggiungere alti livelli vengono rispediti alla vita normale, senza troppe cerimonie. Non vorrei mai vedere situazioni del genere qua in Germania.

(Gli facciamo comunque notare che, in confronto al nostro sistema, quello tedesco, ai nostri occhi, risulta essere quasi perfetto.) Non penso che in Italia ci sia bisogno di un maggior numero di strutture (in rapporto alla popolazione), in Germania abbiamo Berlino, Dresda, Lipsia e Rostock, ma alla fine i centri maggiori sono Berlino e Dresda, dal momento che è là che si allena la maggior parte di atleti professionisti.

FG: Prima o poi tutti i tuffatori devono scegliere fra la piattaforma e il trampolino. Però tu sei riuscito ad essere competititvo da entrambi. Che genere di impegno richiede questa versatilità, specialmente durante le World Series quando devi competere in diverse discipline durante lo stesso giorno? Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?

PH: Ho deciso di farli entrambi perché posso farlo (ridono tutti i presenti), e perché così non devi allenare ogni giorno gli stessi tuffi. È una buona cosa per me, mi piace sia la piattaforma che il trampolino, anche se ora ovviamente sto solo facendo il sincro dalla piattaforma, ma è già abbastanza per avere una certa varietà nei tuffi. Chiaramente è importante essere mentalmente preparati a questo, perché quando partecipi a tante competizioni diverse, non è solo il tuo corpo che deve lavorare di più ma anche la tua mente, e questa preparazione si riesce ad ottenere solo con l’esperienza, suppongo.

Il prossimo anno c’è Rio e il mio obiettivo è di avere l’opportunità di partecipare nelle stesse discipline in cui ho gareggiato nelle World Series, quindi entrambi i sincro e i tre metri. E dopo Rio mi prenderò una lunga pausa, non un anno, ma un paio di mesi, per andare in riabilitazione e forse specializzarmi un po’ di più nello studio, perché la vita va avanti e non sto diventando più giovane (ride).

Non sto ancora programmando i quattro anni successivi verso Tokio, forse un paio d’anni, poi devo vedere come tutto procede, come funziona il sincro, l’individuale e la mia forma fisica. Sono tutte cose che non posso controllare adesso, non posso sapere come andrà.

FG: Essendo i tuffi uno sport che richiede un grande sforzo sia fisico che mentale, quali sono gli aspetti che consideri divertenti in allenamento e/o in gara?

PH: Ovviamente ci sono aspetti divertenti, specialmente quando qualcuno fa brutti tuffi durante gli allenamenti, tranne da dieci metri, da lì non è più divertente, ma quando qualcuno sbaglia un tuffo dal trampolino, solitamente si ride e questo è quello che rende gli allenamenti divertenti. E quando siamo in ritiro con la nazionale, cerchiamo di spingerci a vicenda, perché i tuffatori non sono solo amici ma anche rivali, questo è normale e per questo motiviamo noi stessi e ci motiviamo l’uno l’altro, ma non in maniera cattiva, in modo positivo.

Patrick Hausding è nato a Berlino (Germania) nel 1989. È un tuffatore polivalente, che compete con successo sia negli eventi dal trampolino che in quelli dalla piattaforma. È l’atleta che detiene il maggior numero di medaglie in Europa, 23 medaglie (11 ori, 10 argenti, 2 bronzi) dal 2008 al 2014; da ricordare in particolar modo le cinque medaglie conquistate in tutte le discipline a Budapest 2010 (oro da tre metri e 10 metri sincro, argento dal metro, 10m, e 3m sincro). Alla sua prima partecipazione olimpica, a Pechino 2008, ha vinto, in coppia con Sascha Klein, l’argento nella piattaforma sincro, e, sempre nella stessa disciplina, un argento ai mondiali di Shanghai nel 2011 e un oro a quelli di Barcellona, nel 2013. Alle World Series da poco concluse, ha gareggiato nei 3m, 3m sincro con Stephan Feck e 10m sincro con Sascha Klein, conquistando un secondo posto nella classifica generale dei 3m individuali e dei 10m sincro, e un terzo nei 3m sincro.
Facebook: Patrick Hausding. Twitter: @PatrickHausding.

Articolo di Federica G. – Traduzione di Federica G. e Marta C. – Foto di Marta C. – Editing di Carmine M.
Riproduzione permessa sui blog:
“L’Anticommento” (https://anticommento.wordpress.com);
“TuffiBlog” (http://www.tuffiblog.com).



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(Patrick Hausding al FINA Diving Grand Prix 2015 di Rostock; nella tappa di casa ha vinto la medaglia d’oro nel sincro 10m con Sascha Klein. Fonte: Marta C.)
(Patrick Hausding at the 2015 FINA Diving Grand Prix in Rostock; in the German leg of the competition he won the gold medal in the synchronized 10m platform event with Sascha Klein. Source: Marta C.)


This articles series is a collaboration between Anticommento and TuffiBlog, Nicola Marconi’s blog about diving (www.tuffiblog.com). The series isn’t periodic at all – we are “Anti-“, after all! – but we hope to be easy to “digest” for everyone. We are blogs, not newspapers (bless!), so we hope to render our interviews as we planned to: we just talk a little bit with all of you. Anti- style!

This introduction was meant to be a hymn to Patrick Hausding’s existence. However, as jointly agreed with M., I decided not to bother you with our personal beliefs and make you read our interview, so you can decide for yourselves. We just want to remark how much this event has meant for us, not only for his words, but for the general mood above all.

He is the current record holder of the most medals in European diving competitions (23, and he started winning them just seven years ago), he is the current World champion in the synchro 10m event (Barcelona 2013), and yet, no one among the Italian media (newspapers, magazines, online sources, and TV/radio) has ever felt the need to spend some time talking to the athlete embodying the true essence of diving in the last years. Here at Anticommento we decided to fill this gap and we asked him an interview – bringing home our masterstroke!

Considered the short forewarning and Patrick’s instant availability, we’re still wondering why no one interviewed him before us – we’re not a newspaper or a magazine, do you remember? So, we had to decide that our work is growing and is more valuable of many people thinking about themselves as “journalists”.

So thank you Patrick for your time, for making us laugh in a couple of circumstances… and for giving us some argumentative considerations, we missed them much!

(HEY, YOU! JUST TRY AND PUBLISH THIS ELSEWHERE WITHOUT AUTHORIZATION, AND I’LL COME HAUNTING YOUR DREAMS BY TEARING OFF YOUR HEART WITH BARE HANDS!)

Federica G.: In the last few years new competitions – mixed synchro, high diving – have been introduced, trying to attract a wider audience. From your own experience, do you think these innovations will/could work? What do you think the movement should do in order to achieve more appeal?

Patrick Hausding: First of all, high diving is good for the whole movement because they have a big sponsor, Red Bull, and they can get a wider audience as we have seen in Barcellona, and same will happen in  Kazan and everywhere. The Red Bull diving cliff it’s a great event. Mixed synchro uhm… (laughs) from my point of view is not an attractive competition, because it’s just not possible to dive synchro when you have a male and a female diver, the strenght is too different and technique, too… In the end, they use the girls dive list because they cannot do any “male” dives, so it’s just another female synchro competition. Guys do not need to do any hard dive, and from the platform is the same story. You can’t do high difficult dives because you have a woman competing, too. It’s nothing personal, it’s just something that is not phisically possible. High diving is mainly entertainment, you don’t need to be highly prepared, of course you have to do different diving compared to the ones from 10m but you don’t need to be in a perfect shape, you don’t have to be fit, you don’t have to be prepared that much. It is developing, at the beginning it was not like that, my respect for this discipline is growing.

FG: Germany is undeniably one of the strongest nations in this sport with China, Russia and Mexico. If you could choose one thing to borrow from each of them, what would it be? (i.e. training techniques, training facilities…)

PH: From China I would borrow the money… and from Mexico, too. China has really good training facilities, in every city, I guess… because for them is like football here in Germany and because of that they have many little girls and boys that try to become good divers but the disadvantage in China is that kids are being forced to do this sport. Is a different system, of course you have really good divers in the end, but there are a lot of kids not able to become that good and they are just kicked back into normal life and this is something I would not like to have here in Germany.

(We made him notice that, compared to our system, German one looks like almost perfect.) I don’t think Italy needs more training centers (compared to the country population), in Germany you have Berlin, Dresden, Leipzig and Rostock, but the biggest centers are Berlin and Dresden right now, this is where you have the biggest amount of athletes training.

FG: Sooner or later all the divers have to choose between platform and springboard. However, you managed to be competitive from both. What kind of effort does this versatility require (especially during the World series where you need to compete in different disciplines during the same day). What are your goals for the future?

PH: I decided to do both because I can (everyone laughs), and you don’t have to do everyday the same dives, it’s good for me, I like both platform and springboard, of course I’m just doing synchro on platform but that’s enough to have a variation in diving.

Of course it’s important to be more mentally prepared for this because when you have so many competitions, it’s not just that your body has to work more also the mind has to work and this is something of experience, I guess.

Next year we have Rio and my aim is to have the opportunity to dive in the same disciplines I competed this year in the World Series, so both synchros and three meter. And after Rio I’m going to take a long break, not a year, but a couple of months, to go to rehab and to maybe specialise a little bit more in studying, because life is going on and I’m not getting younger (laughs). I’m not planning the next four years to Tokyo, I am just planning maybe two years, I have to see how everything is going on, how synchro works, how individual works, how my body works. That’s all stuff you can’t manage right now, you can’t see how it will turn out.

FG: Since diving is a sport that requires a big effort both mentally and phisically, is there any funny aspect during trainings and/or competitions?

PH: Of course there are funny aspects, especially when someone is doing bad dives in training, not from ten meters, that’s not funny anymore, but when someone is missing a dive from one or three meters normally you’re having a laugh about it and that’s what makes trainings funny. And when you’re on training camps with the National team we’re pushing each other, because divers are not just friends they’re also opponents, but that’s normal and so everyone is pushing each other and themselves to get better, but not in a bad way in a good way.

Patrick Hausding was born in Berlin (Germany) nel 1989. He is an all-round diver, competing from both springboard and platform events: his partner for the synchro springboard events is Stephan Feck, his partner for the synchro platform events is Sascha Klein. He is the current record holder of the most medals in European diving Championships, 23 from 2008 to 2014 (11 gold medals, 10 silvers, 2 bronzes); he won five medals in all the events at the 2010 European Championships in Budapest (gold medalist at the 3m springboard and synchro 10m platform events; silver medalist at the 1m springboard, synchro 3m springboard and 10m platform events). In 2008 in Beijing, at his first Olympic Games, he has won silver in the synchro 10m platform event (w/ Sascha Klein); he is the silver medalist at the 2011 World Championship in Shanghai and the gold medalist at the 2013 World Championship in Barcelona in the same event. At the 2015 FINA Diving World Series, he has competed in the 3m, synchro 3m (w/ Feck) and synchro 10m (w/ Klein) events, winning the silver medal in both 3m and synchro 10m overall ranking, and the bronze medal in the 3m ranking.
Facebook: Patrick Hausding. Twitter: @PatrickHausding.

By Federica G. – Translation: Federica G., Marta C. – Photo: Marta C. – Editing: Carmine M.
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