IMG_5387

Speaking English? You can read our article here!

Parli Italiano? Continua a leggere per il nostro articolo!


Prosegue il nostro ciclo in collaborazione con TuffiBlog, il blog di Nicola Marconi (www.tuffiblog.com), dalla cadenza assolutamente non regolare – siamo pur sempre Anticommento! – e, speriamo, dalla digeribilità assicurata. Conoscete il formato, sapete che siamo due blog e non due testate giornalistiche (ringraziando il Signore), quindi speriamo che traspaia la vera intenzione di queste interviste: fare quattro chiacchiere con persone deliziose. In vero stile Anti.

Come vi avevamo già anticipato nel nostro resoconto da Rostock e successivamente nell’intervista a Sascha Klein, abbiamo intervistato i più forti tuffatori tedeschi del momento. La seconda intervista che pubblichiamo è quella a Stephan Feck, che ringraziamo per la disponibilità e soprattutto per essersi interessato al nostro blog e averci chiesto cosa significasse Anticommento (ed aver successivamente ascoltato la nostra lunga spiegazione). Quest’intervista, inoltre, ci ha dato modo di esplorare un po’ il complicato rapporto tra sport agonistici e studio universitario. Un nuovo tema per noi e per chi ci legge.

Federica G.: Abbiamo sentito durante un’intervista che studi medicina. Come riesci a bilanciare gli allenamenti e lo studio per un corso di laurea così impegnativo?

Stephan Feck: C’è sempre molto lavoro di pianificazione da fare per poter far combaciare sport agonistico e studio. Come riesco a farcela? Devo pianificare tutto prima della stagione, sia per i tuffi, sia per il piano di studi dell’università. Devo parlare prima con il mio allenatore e i miei professori e alla fine riesco ad organizzarmi, ma a volte è difficile mettersi sui libri durante le competizioni. E’ una questione di saper focalizzarsi su ciò che si vuole ottenere nel futuro. Dipende tutto da me, sono concentrato su entrambi gli obiettivi e cerco di organizzare il tutto nel miglior modo possibile, ma non è facile.

La mia università mi aiuta nell’organizzare i miei corsi e i miei allenamenti, ho un piano studi, devo fare sia teoria che pratica, è complicato perché ho l’obbligo di frequenza, se non sono presente non posso dare gli esami.

FG: Di recente hai firmato un contratto di sponsorizzazione con la Bodyaction. Quanto è importante e difficile trovare uno sponsor nella tua disciplina? Pensi che possa aiutare il movimento e/o la sua popolarità?

SF: I tuffi in Germania sono un business abbastanza complicato, e trovare uno sponsor è sempre un’ impresa. Sono tra i fortunati che ne ha trovato più di uno al momento, per quanto riguarda gli sponsor tecnici anche Patrick, per esempio, ha l’Arena, Sascha ha la Head, come me. Bodyaction è più un extra, è una marca di abbigliamento, ho firmato il contratto circa un mese fa ed è importante per me averli dalla mia parte, sono soddisfatto e mi sponsorizzeranno per un po’ di anni in futuro…

FG: In chiave olimpica abbiamo notato che ormai molti atleti rischiano altissimi coefficienti di difficoltà. Non è difficile ormai trovare dive list contenenti il triplo  ritornato avanti e indietro, il quadruplo e mezzo avanti, e tuffi con avvitamento ad alto coefficiente, anche dai 3 metri. Tuffi ad alto coefficiente possono portarti a punteggi molto alti ma, allo stesso tempo, rappresentano sempre un rischio. Nonostante la tua dive list contenga tuffi a coefficiente più basso rispetto ad atleti provenienti da Europa, Cina ed America, riesci comunque a portare a casa risultati soddisfacenti. Qual è la tua opinione a riguardo e quali sono i tuoi obiettivi?

SF: Lo so… i miei coefficienti sono bassi rispetto ai miei avversari. Provo sempre a collezionare buone prestazioni, ma è sempre complicato. Se hai in programma dei tuffi ad alto coefficiente, puoi permetterti degli errori, dei tuffi non perfetti e questo non è il mio caso. Ci sto lavorando, ci lavoro ogni giorno, ma per me è difficile, sono parecchio alto e peso più di tutti gli altri atleti, quindi devo lavorare di più dal punto di vista atletico e del bilanciamento della forza. Non è semplice per me eseguire un buon 109C o il triplo ritornato avanti/indietro, ma ci lavoro in continuazione,  sono sempre concentrato sul mio 109C e spero di poterlo portare in gara dall’anno prossimo… per quanto riguarda questa stagione, devo ancora provarci e forse avrò successo. Se esegui un 109C con la media del 5, non ti porterà certo ad ottenere un posto di qualificazione alle Olimpiadi, per questo penso che continueremo a provarci basandoci sulla nostra solita dive list, sperando poi di ottenere una piazza olimpica, e una medaglia! (ride)

Qualche volta ho pensato di trasferirmi a Dresda o a Berlino, in modo da far parte di una società migliore, soprattutto per la mia preparazione atletica, ma il problema principale è l’università. Sono vincolato a Lipsia.

Certo, Lipsia è una città davvero bella, l’unica pecca sono le strutture a disposizione per allenarmi, e il fatto che non ho un vero e proprio gruppo con cui allenarmi, come ha invece Patrick. Alla fine dei conti, adesso c’è anche lo studio, e anche quella è una priorità, quindi non penso mi trasferirò più.

FG: Essendo i tuffi uno sport che richiede un grande sforzo sia fisico che mentale, quali sono gli aspetti che consideri divertenti in allenamento e/o in gara?

SF: I momenti divertenti sono essenziali. I tuffi sono un lavoro per noi e se il tuo lavoro non è divertente, allora non avrai mai successo in quel che fai. Mi piace quello che faccio… ovviamente, ci sono giornate no in cui pensi “perché lo faccio?”. Per esempio, con la mia spalla, ci sono giornate nere ed altre in cui invece tutto fila liscio. Penso che i collegiali, così come certe competizioni, aiutino a motivarsi. Le World Series sono sempre un grande evento per noi e durante questo tipo di eventi puoi davvero fare il punto della situazione, chiederti se ha senso continuare, anche in ottica futuro. I momenti divertenti accadono anche quando sono con Patrick e Sascha. Abbiamo molti aneddoti durante tutti questi anni passati assieme. In fin dei conti, ci si diverte…

Stephan Feck è nato a Lipsia, Sassonia (Germania) nel 1990. Oltre a numerose medaglie individuali a livello nazionale (fra cui il recente secondo posto nella gara dai 3m), Stephan ha vinto, in coppia con Patrick Hausding nei tre metri sincro, un bronzo agli Europei Giovanili del 2007, e cinque medaglie d’argento consecutive agli Europei (dal 2010 a Budapest a Berlino 2014). Alle World Series appena concluse, i due hanno vinto quattro bronzi conquistando così il terzo posto nella classifica finale. Nell’edizione 2014 della manifestazione, ricordiamo un oro nella tappa di Dubai. Stephan e Patrick hanno anche vinto diverse medaglie al Grand Prix di Rostock, due ori (nel 2011 e 2012) e un argento nel 2014.
Facebook: Stephan Feck.

Articolo e traduzione di Federica G., foto di Marta C., editing di Marta C. e Carmine M.
Riproduzione permessa sui blog:
“L’Anticommento” (https://anticommento.wordpress.com);
“TuffiBlog” (http://www.tuffiblog.com).


16110_880045075371472_7804082547425635068_n
(Stephan Feck e Patrick Hausding, medaglie di bronzo dal trampolino sincronizzato 3m alla tappa di Dubai delle FINA Diving World Series 2015. Fonte: Stephan Feck)
(Stephan Feck and Patrick Hausding, bronze medalists in the synchro 3m springboard event at the Dubai leg of the 2015 FINA Diving World Series. Source: Stephan Feck)


This articles series is a collaboration between Anticommento and TuffiBlog, Nicola Marconi’s blog about diving (www.tuffiblog.com). The series isn’t periodic at all – we are “Anti-“, after all! – but we hope to be easy to “digest” for everyone. We are blogs, not newspapers (bless!), so we hope to render our interviews as we planned to: we just talk a little bit with all of you. Anti- style!

If you read our interview to Sascha Klein, you should know that we interviewed the top three German divers of the last few years. The second interview we’re publishing is Stephan Feck’s one. We thank Stephan for his kindness and mostly because he got interested in our blog and asked us what was the meaning of Anticommento (and because he listened to our long explanation after). Furthermore, this interview gave us the chance to explore a new topic: sport at high level and education.

Federica G.: We heard during an interview that you’ve been studying medicine. How do you manage to train at high levels and study for such a demanding course at the same time?

Stephan Feck: Yeah… there’s always a lot of planning involved in order to combine sport and some education… well, how I manage to do that? I have to plan the whole thing, diving and the learning agreement, right before the season and then I have to talk with my coach and my professors and then it’s gonna be working but it’s always hard for yourself to have a look at your books when you have a competition. You always have to be focused on what you want to achieve in the later future. Yeah that’s up to me, I am focused on both, I am trying to fix everything in the best way but it’s always hard to do what you do.

My university helps me with combining my training and my education, I have a plan, I have to do some theory and some practical things, it’s hard because I have to be there, and if I am not there I can’t do the exams, I am not allowed to do that.

FG: You signed a sponsor partnership with Bodyaction not long ago. How tough, and how important, is it to find a sponsor in your discipline? Do you think it’s something that can help the movement and/or its popularity?

SF: Diving in Germany is quite hard business so, to get a sponsor it’s always an hard way but I am the lucky one to have some right now, for example Patrick has Arena and Sascha has HEAD, and I have HEAD as well in diving. Bodyaction is some kind of leisure clothes and it’s really cool to have it and, yeah I think it was one month ago that I signed the contract, so I am quite happy about it and they are going to support me for a few years now, so…

FG: In this Olympic term we have noticed that many divers are risking higher difficulty degrees (DDs): it’s not unusual anymore to find dive lists with backward, inward and reverse triple somersaults, forward four somersaults, and difficult twist dives, even from the 3 meters springboard. Higher DDs can make you achieve higher scores, but they always represent a higher risk; however, even if your competition dive list is usually lower if compared to many divers from Europe, China and America, you still achieve good results. What’s your opinion on this scaling on DDs, and what are your ultimate goals for them?

SF: I know, my DDs are lower than my opponents’… I’m gonna try to manage to be on top but it’s always hard because if you have high DDs you can allow some mistakes, some bad dives… This is not my case. I am working on it, everyday, but it’s hard for me because I am quite tall, I am heavier than the others and I have to work more on athletics and the use of the power than other divers. It’s quite hard for me to achieve a good 109C, and the backward three and a half, but I am working on it and I am always focused on the 109C and I think maybe next year I can do it in a competition, hopefully… This year, I don’t know, I have to try, maybe it’s going to work but I think you are always risking a lot when you do the 109C. If you do it on the average score of 5 it doesn’t give you an Olympic spot… So I think we are going to manage it with our usual dive list and I hope we will get this spot and also a medal, in this case (laughs, ndr).

Sometimes I thought about moving to Dresden or Berlin, , in order to have a better society that would be good for my training, but the main problem is my university, I am stuck here in Leipzig…

I mean, it is a beautiful city, I like it a lot, the cons are the training facilities and that I don’t have a training group, like Patrick does. All in all, now I am studying and this also a priority so, I think I am not moving anymore.

FG: Since diving is a sport that requires a big effort both mentally and phisically, is there any funny aspect during trainings and/or competitions?

SF: There have to be funny moments… it’s like a job for us. If your job it’s not funny I think you are not going to be successful in what you do. I like what I do… there are obviously days that are not good and you think “why am I doing it?”. With my shoulder, for example, there are some hard days and some good ones, and I think the training camps help to motivate and some competitions, as well. World Series are always a big event for us and during this events you can really think about your diving career and if it makes any sense to go ahead with it, or not, and it makes sense for the future. The funny moments are also when you are with Sascha and Patrick. We have lots of funny moments in what we are living through. On and on it makes fun…

Stephan Feck was born in Leizpig, Sachsen (Germany), in 1990. He won several medals in national competitions (the most recent one was a silver in the 3m springboard during the German Championships), and many with Patrick Hausding in synchro 3m, a bronze medal at the Junior European Championships in 2007, and five consecutive silver medals at the European Championships (from 2010 in Budapest to Berlin 2014). At the 2015 FINA Diving World Series, they won four bronze medals, achieving the 3rd place in the overall ranking for this discipline. During the last year edition they took home a gold medal in Dubai. Stephan and Patrick also won several medals at the Grand Prix in Rostock, two gold ones (in 2011 and 2012) and a silver in 2014.
Facebook: Stephan Feck.

By Federica G. Translation: Federica G. Photo: Marta C. Editing: Marta C, Carmine M.
Published on the following blogs:
“L’Anticommento” (https://anticommento.wordpress.com);
“TuffiBlog” (http://www.tuffiblog.com).