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Mese: maggio 2015

Keep Calm and l’Anticommento: Tommaso Rinaldi edition

Speaking English? You can read our article here! Parli Italiano? Continua a leggere per il nostro articolo! Prosegue il nostro ciclo di post in collaborazione con TuffiBlog, il blog di Nicola Marconi (www.tuffiblog.com), dalla cadenza assolutamente non regolare – siamo pur sempre Anticommento! – e, speriamo, dalla digeribilità assicurata. Il formato che abbiamo concepito è abbastanza classico, ma non troppo sfruttato: tutte le interviste, tra quelle fatte, quelle che abbiamo programmato di fare e quelle che sogniamo un giorno di fare, saranno strutturate in quattro domande, di cui una soltanto – la quarta – sarà fissa per tutti i nostri interlocutori. Siamo blog e non testate giornalistiche (ringraziando il Signore), quindi speriamo che traspaia la vera intenzione di queste interviste: fare quattro chiacchiere con persone deliziose. In vero stile Anti. Incastrare questa intervista tra i vari impegni di Tommaso – gli allenamenti per le prove del programma televisivo “Si Può Fare!”, da poco conclusosi con il suo terzo posto in classifica, e gli allenamenti per gli Europei di Rostock, gli Italiani Assoluti di Bergamo e gli altri impegni sportivi – è stato più difficile che ottenerla ed effettuarla; grazie alla sua disponibilità e gentilezza alla fine siamo riusciti a rubargli qualche minuto. Quindi grazie Tommaso per averci concesso un po’ del tuo tempo! Noemi I.: Ci sono tuffatori che decidono di passare del tempo all’estero per migliorarsi, confrontarsi con altre realtà, mettersi alla...

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Keep Calm and l’Anticommento: Sascha Klein edition

Speaking English? You can read our article here! Parli Italiano? Continua a leggere per il nostro articolo! Prosegue il nostro ciclo di post in collaborazione con TuffiBlog, il blog di Nicola Marconi (www.tuffiblog.com), dalla cadenza assolutamente non regolare – siamo pur sempre Anticommento! – e, speriamo, dalla digeribilità assicurata. Il formato che abbiamo concepito è abbastanza classico, ma non troppo sfruttato: tutte le interviste, tra quelle fatte, quelle che abbiamo programmato di fare e quelle che sogniamo un giorno di fare, saranno strutturate in quattro domande, di cui una soltanto – la quarta – sarà fissa per tutti i nostri interlocutori. Siamo blog e non testate giornalistiche (ringraziando il Signore), quindi speriamo che traspaia la vera intenzione di queste interviste: fare quattro chiacchiere con persone deliziose. In vero stile Anti.   Se avete letto il nostro reportage da Rostock, scritto dopo i campionati nazionali tedeschi, saprete che siamo riusciti ad avere non una, non due, ma ben tre interviste esclusive dai tre tuffatori che possono essere definiti i migliori rappresentanti, al momento, di questo sport. Al di là della nostra (comprensibile) emozione, e della loro (meravigliosa) gentilezza, vorremmo solo far notare che una nostra intervista, o un articolo, o quasi qualunque pezzo troviate su Anticommento vale, in quantità e si spera anche in qualità, più di un abbonamento settimanale a una testata giornalistica sportiva a vostra scelta. E quindi grazie...

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Traum(a)

Due poco brutti. (Foto: M. Cesari.) DISCLAIMER: questo resoconto avrà dimensioni bibliche, se volete solo sapere i nomi dei convocati della nazionale tedesca, andate direttamente alla fine (non dite che non vi avevamo avvertiti!). Al solito, diamo il meglio anche sui titoli, e stavolta, al contrario dell’amico Geronimo, ve lo spieghiamo pure, visto che ci siamo impegnate in un gioco di parole crucco-italiano. Traum ha effetto polivalente, da una parte, infatti significa sogno, dall’altra, è anche uno dei tormentoni crucchi dell’estate 2001 (dal testo decisamente rilevante), che continua a imperversare nelle piscine autoctone (l’Epifania avvenne a BLN2014, e anche...

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“Si può fare!” e i suoi fratelli, non è (sempre) la Rai; ma noi tifiamo Rinaldi

(Tommaso Rinaldi ai Campionati Italiani Assoluti Invernali 2015 di Bolzano. Foto: M.R. Sport dei Fratelli Marconi asd.) Questa sera andrà in onda su Rai1 la finale di Si può fare!, talent ispirato al format israeliano I can do that! di Ambra Banijay; ci siamo sforzati di guardarne tutte le puntate – diciamo sforzati non tanto perché il programma sia di per sé brutto, ma perché è tutto troppo italiano, per dirla alla Stanis La Rochelle – per un motivo ben preciso: poiché mamma Rai ha come scopo principale nella nostra esistenza quello di non mandare in onda le gare, ci dobbiamo accontentare di quello che passa il governo, anzi la governance, e quindi guardiamo un programma solo perché uno dei concorrenti è un tuffatore, uno dei nostri. E quindi facciamo il tifo per lui. Uh-uh. Già. Ciao Tommaso. Lo diciamo subito: il programma ha delle belle premesse, perché alcuni numeri sono molto belli – a memoria: la giocoleria del contact juggling, inventata da quello che ora è responsabile del famoso Cirque du Soleil; il basket freestyle; un certo numero di magia; l’escapologia che poi è toccata proprio a Tommaso, anche se su quel numero abbiamo tutti perso molti anni di vita per la paura. Speravamo, speravamo davvero, che Tommaso Rinaldi fosse impegnato in qualcosa che potesse farlo ben figurare senza buttarla necessariamente sulla fisicità, visto che a parte un...

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